Cos’è Google EEAT
e come influenza la SEO

E-E-A-T è acronimo di “experience, expertise, authoritativeness e trustworthiness”. In italiano sta per “esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità”. Google usa questo schema per tradurre in segnali di ranking la qualità di una pagina e del sito che la ospita.

Cosa significa EEAT nella SEO

E-E-A-T è il metro con cui Google – attraverso circa 16.000 quality rater che conducono centinaia di migliaia di valutazioni ogni anno – controlla che i risultati siano realmente utili e sicuri per le persone.

La T di Trust è il pilastro centrale a cui concorrono esperienza, competenza e autorevolezza.

Il framework pesa soprattutto sui temi YMYL (Your Money or Your Life) – salute, finanza, sicurezza – dove un’informazione scorretta può arrecare danni concreti agli utenti.

Rappresentazione grafica del significato dell'acronimo EEAT.

Curare l’E-E-A-T, quindi, significa allineare contenuti, autori e segnali di reputazione ai criteri con cui Google decide cosa mostrare in SERP.

Nascita ed evoluzione di EEAT dal 2014 a oggi

Nel 2014 Google rese pubbliche le Search Quality Rater Guidelines, introducendo l’acronimo E-A-T (rispettivamente competenza, autorevolezza e affidabilità) come bussola per giudicare l’affidabilità delle pagine web.

Il 1° agosto 2018 il core update soprannominato “Medic update” mise sotto i riflettori quei criteri, ridistribuendo la visibilità – soprattutto nei settori salute e finanza – in base alla capacità dei siti di dimostrare competenza, autorevolezza e affidabilità.

A dicembre 2022 le linee guida sono state aggiornate con una nuova “E” di Experience, trasformando E-A-T in E-E-A-T e riconoscendo valore all’esperienza diretta degli autori.

L’enfasi è proseguita fino al March 2024 Core Update: il Helpful-Content System è stato incorporato nei sistemi core e, con questo accorpamento, Google punta a ridurre fino al 40% i contenuti poco utili.

A maggio 2024 il rilascio degli AI Overviews, i riassunti generati dall’AI sopra i risultati di ricerca, ha reso l’E-E-A-T ancora più visibile perché le fonti citate devono essere altamente affidabili.

Pur non costituendo un fattore di ranking isolato, E-E-A-T rimane il filtro con cui i quality rater valutano la qualità dei risultati e i sistemi di Google identificano le pagine più degne di fiducia.

Quali sono i criteri di Google EEAT

E-E-A-T è il metro con cui Google (e i lettori) pesano la solidità di una pagina: più esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità riesci a mostrare, più il tuo contenuto guadagna credibilità – e spazio nei risultati di ricerca.

Experience (esperienza)

Indica il grado di esperienza diretta che il creatore di contenuti ha sull’argomento.

Google riconosce che c’è differenza fra chi parla per aver vissuto una certa situazione e chi invece ne parla per sentito dire.

Fatta la distinzione, ovviamente premia l’autenticità.

Fa quello che facciamo tutti nei nostri rapporti interpersonali: se dovessi ristrutturare la tua casa, non cercheresti un architetto che possa risolvere i problemi che presenta il rifacimento di casa tua perché già ci si è confrontato con successo in passato? E non preferiresti affidarti ad un chirurgo che opera da anni con un basso indice di effetti avversi piuttosto che ad un neolaureato?

Expertise (competenza)

Qui Google misura la conoscenza e la competenza di chi crea il contenuto.

Un architetto, ad esempio, per presentarsi ed essere apprezzato online deve padroneggiare il lessico tecnico della propria specialità e scrivere di cose che conosce: lo studio dell’ambiente, il progetto, il calcolo dei costi e dei tempi, la supervisione durante l’esecuzione dell’opera, il controllo finale… Se scrivesse di letteratura o di fisica, beh! non gli crederebbe nessuno, e Google meno di tutti.

Authoritativeness (autorevolezza)

Indica il credito che l’autore di contenuti o il sito web godono nel pubblico e quanto sono ritenuti un punto di riferimento in un particolare settore.

Sono credenziali fortemente persuasive i titoli accademici, un curriculum meritevole e i feedback esterni che confermano il valore.

Trustworthiness (affidabilità)

Indica la credibilità e l’onestà di un sito o di un contenuto. Una persona che potrebbe diventare tuo cliente ma che ancora non ti conosce, quando atterra sul tuo sito deve sentirsi al sicuro.

Se il tuo sito propone transazioni con carta di credito, una connessione crittografata tramite SSL è obbligatoria.

Mostra recensioni verificate, politiche di reso trasparenti, condizioni legali facilmente raggiungibili e informazioni chiare sui responsabili del sito web: sono tutti segnali che i quality rater associano a un’alta affidabilità.

Se un libero professionista non ha pagine come i “contatti”, il “chi sono” ed una privacy policy accessibile… parte molto male, non credi?

Come aumentare l’EEAT

Aumentare l’EEAT dei contenuti ha lo scopo di migliorane la percezione di qualità agli occhi di Google e degli utenti. Si tratta di un approccio strategico volto alla produzione di contenuti che siano credibili, autorevoli e aggiornati.

Ecco alcune delle pratiche più efficaci per potenziare ciascuno degli aspetti considerati dell’EEAT.

Integra l’esperienza diretta con case study e testimonianze reali

Google premia contenuti che dimostrano esperienza “sul campo”: inserisci esempi pratici, foto originali e citazioni da chi ha vissuto la tematica.

Non esiste una lunghezza standard ideale di testo: l’importante è soddisfare pienamente l’intento di ricerca.

Metti in evidenza le credenziali degli autori e usa markup schema per l’E-E-A-T

Biografie dettagliate, link ai profili social/professionali e author + ProfilePage markup aiutano crawler e utenti a riconoscere l’autorevolezza di chi scrive.

Guadagna backlink e citazioni da domini autorevoli per accrescere l’Authoritativeness

Digital PR, podcast e guest-post su siti verticali trasferiscono autorità tramite link e brand mention contestualizzate.

Cura la reputazione di brand con digital PR, recensioni e menzioni di esperti

Monitorare e rispondere a recensioni, partecipare a eventi di settore e far parlare di sé in testate affidabili (best practice molto cara a Lily Ray) rafforza la fiducia del pubblico.

Aggiorna e approfondisci regolarmente i contenuti per mantenere alta la Trustworthiness

Revisioni semestrali, date di ultimo aggiornamento in pagina e integrazione di nuovi dati mantengono il contenuto “vivo” e credibile.

Contenuti “filler” o pagine piene di annunci che nascondono l’informazione principale possono far scendere la valutazione da Low a Lowest secondo la versione 2025 delle SQRG (Search Quality Rater Guidelines).

Ottimizza UX, performance e sicurezza del sito per rafforzare la fiducia degli utenti

Velocità, mobile-friendliness, HTTPS e navigazione chiara sono ormai componenti imprescindibili del segnale di “trust” complessivo.

Adotta sottodomini o cartelle solo per praticità di gestione: per Google l’impatto SEO è minimo.

La keyword nel nome a dominio non è un fattore di ranking e l’estensione del nome a dominio incide sul targeting geografico prevalentemente. Non esistono estensioni “migliori” lato SEO.

Esempio di EEAT

Se in questo spazio consigliassimo come trattare la distorsione del polso o del ginocchio, faremmo un doppio danno: a chi legge, perché sicuramente daremmo soluzioni sbagliate o pericolose, e a noi stessi perché, non essendo medici, Google non ci valorizzerebbe.

Al contrario, un medico specialista ha la competenza per farlo.

Se poi sulle pagine del suo sito, oltre ad affrontare l’argomento in modo teorico, desse anche consigli derivati dalla propria esperienza professionale, tutto questo porterebbe vantaggi al suo sito e ai suoi lettori.

Raccontare di un caso già incontrato e risolto, migliorerebbe la vita delle persone e, al tempo stesso, favorirebbe il miglior posizionamento del sito, rispondendo in toto ai requisiti E-E-A-T.

Ciò che conta è che l’autore del contenuto scriva di cose che conosce e che, auspicabilmente, continua ad approfondire.

In Ingigni respiriamo marketing digitale da 20 anni. Per questo parliamo di marketing e non di articolazioni.

TORNIAMO ALL’ELENCO

PASSIAMO ALLA PROSSIMA

PAROLA

PAROLA