Grazie agli studi sulla psicologia del consumatore e agli strumenti analitici del marketing digitale, oggi possiamo distinguere due stati fondamentali del bisogno del consumatore: la domanda consapevole e la domanda latente.

In questo approfondimento, analizziamo il loro significato e le strategie di marketing da adottare per intercettare queste due condizioni e favorire la conversione da utente a cliente soddisfatto.

La differenza tra domanda consapevole e latente è il grado di consapevolezza dell’utente sul proprio bisogno.

Tabella riassuntiva delle differenze tra domanda latente e consapevole.

Tabella riassuntiva delle differenze tra domanda latente e consapevole

  • Nella domanda consapevole, l’utente sa di avere un bisogno specifico e cerca attivamente una soluzione.
  • Nella domanda latente, l’utente non è pienamente consapevole del suo bisogno che può emergere attraverso stimoli esterni come pubblicità o raccomandazioni.

Cosa si intende per domanda consapevole?

La domanda consapevole è uno stato di bisogno del quale il consumatore è pienamente cosciente e che cerca attivamente di soddisfare.

È un’esigenza esplicita che si traduce spesso in una conversione rapida.

Un esempio di domanda consapevole dalla serp di Google.

Esempio di domanda consapevole dalla SERP di Google

I bisogni consapevoli possono essere suddivisi in tre categorie:

  1. Bisogni funzionali: sono le esigenze basilari che un prodotto o servizio deve soddisfare. Nel caso dell’acquisto di un’automobile, ad esempio, il cliente potrebbe cercare specifiche funzionalità come i consumi ridotti, il numero di posti e le caratteristiche tecniche.
  2. Bisogni emotivi o psicologici: sono legati allo stato emozionale che il prodotto o servizio è capace di suscitare. Scegliere uno specifico brand di auto può suscitare nella persona lusso, elevazione sociale, esclusività o rispetto per l’ambiente.
  3. Bisogni esperienziali: riguardano i benefici che il cliente cerca durante l’interazione con il prodotto, il servizio o il brand. Sempre rimanendo nell’esempio dell’auto, un cliente potrebbe attribuire grande valore all’assistenza post-vendita offerta dal concessionario avendo speso tanti soldi, influenzando così la sua fedeltà al marchio e la propensione a raccomandarlo ad altri.

Esempio di domanda consapevole:

Recentemente la caldaia ha smesso di funzionare. Preoccupato, ho cercato in rete un professionista che potesse intervenire.

Dopo averlo trovato su Google ed aver letto tante buone recensioni, l’ho contattato e nel giro di 24 ore mi ha sistemato il problema. All’atto pratico ho avuto un problema, manifestato disagio, cercato attivamente una soluzione, trovata la soluzione, rientrato in una condizione di benessere.

Come puoi notare, in questo caso il customer journey è stato breve sia perché sono stato io a cercare una soluzione al mio problema, sia perché ero motivato dall’urgenza di volerlo risolvere.

Che cosa si intende per domanda latente?

La domanda latente rappresenta un bisogno o un desiderio del consumatore del quale non è pienamente consapevole o che non sta manifestando nel momento in cui incontra lo stimolo di marketing.

Un esempio di domanda latente dai risultati di ricerca su Youtube.

Esempio di domanda latente dai risultati di ricerca su Youtube

Si tratta di un’esigenza che, per emergere, ha bisogno di incentivi esterni o cambiamenti nel contesto.

Questi bisogni sono spesso non espressi e il consumatore non se ne rende conto fino a quando non gli viene prospettato un trigger, un innesco.

I bisogni latenti sono generalmente più difficili da scoprire perché si muovono sotto la soglia di consapevolezza.

2 esempi di domanda latente

  1. Prenotare le vacanze
    Farei bene a prenotare le vacanze per l’estate prossima con largo anticipo. So che farei bene ma non ne avverto l’urgenza quindi vivo le mie giornate senza pensarci troppo. Se un giorno, durante un momento spensierato su Instagram, dovessi essere raggiunto da un annuncio che mi dovesse proporre una zona che amo a condizioni vantaggiose, quel trigger potrebbe portarmi a fare un passo avanti. Anche il solo salvataggio del post sarebbe un segnale di interesse da parte mia che potrebbe portare il bisogno in superficie se non ora, in un secondo momento più propizio. Magari (ri)sollecitato da una campagna di retargeting.
  2. Postura e sedia ergonomica
    Sto tante ore seduto al computer e la schiena ne risentirà a causa delle posizioni che assumo non sempre corrette. Conosco qualche prodotto ma nessuno mi ha mai convinto ed in più non ho problemi alla schiena, per ora. Nel momento in cui dovessi essere intercettato da un post o un articolo che mi dovesse proporre una nuova seduta ergonomica capace di farmi stare bene anche per ore seduto e senza avere problemi alla schiena, un bisogno latente verrebbe probabilmente fuori velocemente, accompagnandomi uno step più vicino all’ordine del prodotto.

La strategia per trasformare la domanda latente in domanda consapevole

Nel libro “Come pensano i consumatori”, Gerald Zaltman evidenzia come il 95% dei processi decisionali avvenga al di sotto della soglia di consapevolezza.

Il neuromarketing, l’applicazione delle neuroscienze al marketing, aiuta a comprendere i modelli decisionali dei consumatori, ponendo l’attenzione su come il cervello risponde a vari stimoli cognitivi e sensoriali.

Le strategie di marketing mirano a stimolare l’emersione di nuovi bisogni latenti.

Questo processo si articola in:

  1. Stimolare il mercato: l’utente deve essere raggiunto con strumenti di outbound marketing affinché possa maturare consapevolezza su un problema presente o potenziale. L’osservazione del comportamento dei clienti può rivelare bisogni latenti che possono essere soddisfatti con nuove soluzioni innovative.
  2. Sensibilizzare l’utente: una volta suscitato l’interesse, si prospetta all’utente la condizione migliorativa in cui si troverà adottando la soluzione proposta. Si enfatizzano i benefici funzionali, emotivi ed esperienziali che il prodotto o servizio può offrire.
  3. Creare esperienze: il potenziale cliente entra direttamente in contatto col prodotto o servizio, sperimentando in prima persona la sua efficacia. Offrire prove gratuite, demo o esperienze immersive può facilitare l’emersione del bisogno latente, convertendolo in domanda consapevole.

Gli utenti con bisogni latenti necessitano di un approccio morbido, concentrato sulla sensibilizzazione piuttosto che sulla vendita diretta.

Il customer journey per i bisogni latenti è più lungo e complesso rispetto a quello per i bisogni manifesti.

Domanda latente e consapevole nel funnel di marketing

La distinzione tra domanda latente e consapevole è importante per stabilire che cosa offrire e quando, all’interno del funnel di marketing:

  • Awareness (TOFU): qui prevale la domanda latente, perché l’utente ha un bisogno non ancora definito. Contenuti informativi come post sui social o articoli di blog possono far leva su specifici “pain points” e portare l’utente a prendere coscienza di un problema.
  • Interest e Consideration (MOFU): la domanda diventa più consapevole, ma potrebbero ancora emergere bisogni latenti tramite guide, webinar e case study, che educano l’utente e lo fanno progredire nel funnel.
  • Decision (BOFU): ora la domanda è pienamente consapevole e l’utente cerca una soluzione specifica. Demo, confronti tra prodotti e recensioni sono decisivi per la conversione. In tutte le fasi, il retargeting aiuta a “risvegliare” la domanda latente e a ricordare le soluzioni proposte.

Comprendere questa dinamica permette di calibrare la comunicazione e le campagne per massimizzarne l’efficacia in ogni fase.

I canali migliori per domanda consapevole e latente

Su Google, intercettiamo la domanda consapevole poiché gli utenti cercano attivamente soluzioni ai loro problemi. Al contrario, su Facebook e altri canali social, intercettiamo la domanda latente, poiché gli utenti navigano senza un intento di acquisto specifico, e le pubblicità possono stimolare un interesse che non era immediatamente presente.

Domanda latente:

Pensiamo alla condizione psicologica dell’utente durante la navigazione sui social media.

Spesso sta cercando di svagarsi o curiosare senza un preciso intento di acquisto. Non è nella predisposizione di comprare e probabilmente nemmeno nella condizione di farlo.

Un utente naviga tra i social network.

Utente naviga tra i social network

I social media come Facebook, Instagram, X e TikTok sono piattaforme di web marketing ideali per lo stimolo della domanda latente.

Soprattutto grazie all’advertising, i canali social permettono di intercettare pubblici potenzialmente interessati ad un argomento ed essere indirizzati verso una scelta. Le campagne su Facebook ne sono un chiaro esempio.

Grazie a strategie di posizionamento mirate è possibile fare campagne di branding capaci di far emergere nel consumatore nuove esigenze o slatentizzarne altre.

Domanda consapevole

Per la domanda consapevole è fondamentale abbreviare il customer journey e rendersi facilmente intercettabili.

È molto interessante il cambio di prospettiva che avviene: non è il brand a sollecitare l’utente ma è l’utente a cercare attivamente soluzioni.

Gli strumenti più efficaci per intercettare i bisogni consapevoli sono:

  • Ottimizzazione SEO (Search Engine Optimization): ottimizzazione del sito web per apparire tra i primi risultati sui motori di ricerca quando l’utente cerca parole chiave specifiche.
  • SEA (Search Engine Advertising): campagne su Google Ads sono utili per ottenere visibilità immediata presso utenti pronti a convertirsi in clienti.
  • Assistenti basati su intelligenza artificiale: ChatGPT, Perplexity o Gemini sono strumenti capaci di decodificare il crescente bisogno di risposte da parte degli utenti e fornire soluzioni.
Un esempio di domanda consapevole su una SERP locale di Google.

Esempio di domanda consapevole su una SERP locale di Google

L’importanza di comprendere sia i bisogni espressi che quelli latenti

Comprendere e gestire i bisogni espressi e latenti dei clienti è un vantaggio competitivo che migliora la sintonizzazione con il pubblico.

Brand che ascoltano i bisogni della loro audience.

Brand che ascoltano i bisogni della loro audience

È possibile misurare l’efficacia delle campagne mirate a ciascun tipo di domanda.

Per la domanda consapevole, puoi utilizzare metriche come il tasso di conversione, che indica la percentuale di utenti che completano un’azione desiderata, come un acquisto. Per la domanda latente, invece, è utile monitorare il tasso di coinvolgimento (commenti, condivisioni, clic sugli annunci, tempo di permanenza sui contenuti), che indica una potenziale evoluzione verso un bisogno consapevole.

Sapere su cosa concentrarsi assicura la creazione di prodotti, servizi ed esperienze che soddisfano pienamente le aspettative dei clienti, aumentando la loro fedeltà al brand.

  • Bisogni funzionali, emotivi ed esperienziali: rappresentano le diverse sfaccettature della domanda consapevole e aiutano le aziende a offrire soluzioni complete.
  • Identificazione dei bisogni latenti: permette alle aziende di innovare e proporre soluzioni che i clienti non sapevano di desiderare, creando nuove opportunità di mercato e differenziandosi dai concorrenti.

In conclusione: comprendi le esigenze dei tuoi clienti

David Ogilvy, famoso pubblicitario del ‘900, scrisse: “Consumers don’t think how they feel. They don’t say what they think and they don’t do what they say.”

Oggi, per fortuna, abbiamo tecnologie, nozioni e moderne tecniche di digital marketing che ci permettono di decodificare meglio i processi decisionali dei consumatori.

La domanda latente è un’opportunità di mercato “nascosta”, che richiede di essere portata alla luce con il giusto approccio. La domanda consapevole, invece, va soddisfatta tempestivamente per evitare di perdere clienti già pronti all’acquisto.

Distinguerle è essenziale per adottare strategie di marketing efficaci, poiché richiedono approcci metodologici, tempi e strumenti diversi.

La distinzione tra domanda latente e consapevole è essenziale nel marketing strategico per:

  • Segmentare il target: comprendere chi sono i tuoi clienti e quali sono le loro esigenze.
  • Identificare nuove opportunità di business: scoprire bisogni non ancora soddisfatti nel mercato.
  • Sviluppare offerte innovative: creare prodotti e servizi che intercettano nuovi bisogni, sia espressi che inespressi.

Capire sia i bisogni espressi che quelli latenti dei clienti permette alle aziende di intercettare l’interesse del pubblico, creare valore aggiunto e costruire relazioni durature con i propri consumatori, assicurando successo e crescita nel lungo termine.

Se desideri perfezionare il tuo approccio al marketing online e trasformare sia la domanda latente che quella consapevole in opportunità di business, contattaci oggi stesso per portare il tuo brand allo step successivo.