Sicuramente sai che esistono diversi tipi di font tipografici, i caratteri che utilizzi per dare forma ai tuoi contenuti. Ma non puoi scegliere a caso, chi procede in questo modo – ovvero senza riflettere su quale font utilizzare per il sito web – rischia di fare un danno importante alla propria identità online. Certo, con un Arial o un Verdana non sbagli mai.
Ci sono delle tipologie di font per siti web che fanno sempre un buon lavoro, in termini di chiarezza e leggibilità.
Ma se vuoi ottenere il massimo dalla tua presenza online serve qualcosa in più. Un qualcosa che puoi ottenere solo lasciando che siano i professionisti del web a supportarti nella realizzazione del sito web.
In questi casi, anche i dettagli come il tipo di carattere tipografico contano. Ecco cosa devi sapere prima di procedere a caso.
Cosa sono i font, una definizione
Vuoi scoprire quali sono i principali tipi di font per il sito web e come scegliere quello adatto al tuo scopo? Perfetto, iniziamo a dare una definizione di questi elementi. Il font tipografico è un sistema di caratteri che include glifi, metriche e metadati interni. Nello specifico, il font comprende delle indicazioni molto dettagliate come:
- Curve di Bézier per i contorni dei glifi.
- Metriche orizzontali e verticali come:
- ascender,
- descender,
- x-height,
- cap-height.
- Valori di kerning per la spaziatura tra caratteri.
- Tabelle di codifica che mappano i codici Unicode ai glifi.
Dal punto di vista tecnico, un font è la versione digitale di un typeface (carattere tipografico) grazie a formati vettoriali o bitmap che definiscono ogni simbolo in modo da rendere possibile la riproduzione esatta e sempre uguale in contesti differenti.
Quali sono i principali tipi di font?
La grande categorizzazione dei caratteri tipografici è attraversata da una gran varietà di famiglie. La distinzione di base è quella tra font Serif e Sans Serif.

Confronto Serif e Sans Serif con esempi di lettere
I font Serif presentano estensioni decorative (grazie) alle estremità dei tratti principali. Le sottocategorie:
- Old Style (Garalde): c’è un contrasto non eccessivo tra tratti spessi e sottili, asse inclinato e grazie angolate. In questa categoria troviamo i font Garamond, Caslon, Minion Pro. Queste soluzioni donano un’eccellente leggibilità del testo continuo.
- Transitional: ecco l’evoluzione che porta verso una maggiore regolarità geometrica, con contrasto accentuato e asse verticale. Times New Roman e Baskerville sono un riferimento base di questa categoria di font, sviluppatasi nel XVIII secolo.
- Modern (Didone): qui puoi trovare un importante contrasto tra tratti, grazie sottili e geometria rigorosa. Bodoni e Didot racchiudono questo stile neoclassico, sono font ideali per applicazioni display ma inadatti per lettura prolungata dei contenuti.
- Slab Serif: hanno grazie rettangolari e imponenti, uniformi. Quali sono i tipi di font che rientrano in questa categoria? Rockwell e Clarendon, ad esempio, appartengono a questa famiglia di caratteri nati per migliorare significativamente l’impatto visivo.
Passiamo ai font sans serif: sono quelli che eliminano le estensioni decorative, privilegiando pulizia e modernità. Tra le diverse tipologie di font senza grazie abbiamo i Grotesque con irregolarità caratteristiche tipo Franklin Gothic e Akzidenz-Grotesk e i Neo-Grotesque come Helvetica e Arial che offrono geometrie sempre ottimizzate e versatilità massima.

Il carattere Helvetica secondo Wikipedia
A proposito, non possiamo dimenticare i font sans serif della famiglia Geometric basati su forme pure (cerchi, triangoli, quadrati) come Futura e Avant Garde che riflettono l’estetica bauhaus. Quando utilizzare questi font? Quando devi esaltare identità corporate minimaliste.
Formati aperti e proprietari dei font
Una grande categorizzazione dei font utilizzabili online è quella che divide il mondo tra tipi di font aperti e quelli proprietari.
Iniziamo a descrivere i primi: le specifiche tecniche sono documentate e accessibili, rendendo pubblico il formato; l’uso commerciale di ciascun file font dipende però dalla licenza decisa dal foundry (SIL OFL, Apache 2.0, o licenza commerciale).
Alcuni esempi:
- OTF (OpenType).
- TTF (TrueType).
- WOFF/WOFF2 (Web Open Font Format – la versione 2 offre in media il 30 % di compressione in più rispetto a WOFF).
Questi formati assicurano ampia compatibilità fra sistemi, facilità di modifica e costi ridotti rispetto ai formati proprietari. I secondi, invece, sono controllati da aziende che ne detengono i diritti e possono imporre licenze d’uso e royalty.
Formati come OTF o WOFF2 sono liberi da usare a livello tecnico, ma ogni font è come un libro: puoi leggerlo gratis; per ristamparlo o venderlo ti serve il permesso (la licenza) di chi lo ha creato.
Variable fonts (specifica OpenType 1.8) racchiudono in un unico file tutti gli assi di variazione – peso (wght), larghezza (wdth), inclinazione (slnt) – riducendo le richieste HTTP e il peso totale rispetto a usare molte versioni statiche dello stesso carattere. Sono supportati da tutti i browser moderni e si servono già da Google Fonts v2 con sintassi dedicata.
Un esempio famoso di formato proprietario, invece, è il PostScript Type 1 riconducibile ad Adobe. Però bisogna ricordare che c’è una divergenza tra il formato del font e il contenuto. Anche se il formato è aperto, i singoli font potrebbero essere protetti da copyright.
Come scegliere un font per il sito web
Ecco un tema che ci interessa da vicino nel momento in cui vogliamo realizzare un ecommerce, un’app o un sito internet. Quindi un qualsiasi tipo di prodotto digitale da mostrare al pubblico. I punti di riferimento che dobbiamo sempre considerare:
- leggibilità;
- identità;
- velocità.
Quando scegli il tipo di font per un sito web devi avere come bussola la capacità di una pagina internet di farsi leggere. Devi individuare un carattere tipografico che non metta in difficoltà l’utente nel momento in cui deve leggere grandi quantità di testo, scegliendo un corpo che di norma non scende sotto i 16 pixel (valore consigliato da linee guida WCAG e design-system come USWDS per rendere i contenuti accessibili).
Poi c’è l’identità. Un font comunica tanto e ci sono delle regole ben precise per far combaciare tipologia del carattere e brand identity. Partiamo da questo presupposto: in un brand book ci dovrebbero essere delle indicazioni rispetto al tipo di font utilizzato.
Lo fanno le grandi aziende – come ad esempio la NASA – e lo puoi fare anche tu per il tuo sito web: in alcune circostanze è possibile realizzare anche dei font su misura, personalizzati, per rendere il tuo logotipo e la comunicazione veramente unici.

Font e logotipo della NASA
Ultimo aspetto: quello tecnico. Assicurati che le tue scelte siano verificabili con un test cross-browsing per far sì che i risultati siano sempre eccellenti su tutti i client. Inoltre, ricorda che i web font devono essere scaricati: influenzano i tempi di caricamento.
Sfrutta il minor numero di varianti (grassetto, corsivo, pesi) e considera font system – caratteri tipografici nativi installati sul sistema operativo dell’utente – come fallback in caso di assenza del principale. In linea di massima, i font WOFF2 offrono la migliore compressione.
Il formato è aperto, ma la licenza del singolo font può comunque essere commerciale o soggetta a royalty.
Per migliorare Core Web Vitals imposta font-display:swap (o optional) così il testo resta leggibile subito, ed abbina rel=”preload” ai font critici per evitare blocchi di rendering e ridurre LCP/FOUT. Ricorda che servire file WOFF2, ~30 % più compressi di WOFF, massimizza il vantaggio.
Quali sono i migliori font per il web?
I font sans serif come Arial, Helvetica o Roboto sono ideali per il corpo del testo su schermo, mentre i caratteri serif possono essere usati per i titoli, come ad esempio gli H2 e l’H1.
Considera il contrasto con lo sfondo e assicurati che il font sia leggibile anche per utenti con difficoltà visive. Oggi l’accessibilità è un valore fondamentale per realizzare un sito web.
A tal proposito, utilizzando i Google Fonts possiamo includere tra le migliori scelte tipografiche per il web anche Roboto e Inter, uno dei font più utilizzati per le applicazioni web grazie alla sua eccellente leggibilità su schermo e alla sua versatilità.
Ma chi può guidarmi nella scelta di un font adeguato al mio progetto online? Solo un’agenzia specializzata in web design, sviluppo e content design. Anche la decisione di utilizzare un font al posto di un altro può fare la differenza. Vuoi scoprire come? Contattaci subito per avere maggiori informazioni su come e quando sviluppare il tuo progetto evoluto.