L’indicizzazione è il processo mediante il quale Google raccoglie e archivia le pagine web nel suo indice, rendendole potenzialmente visibili nei risultati di ricerca.
Il posizionamento, invece, determina l’ordine in cui queste pagine indicizzate appaiono nelle SERP (pagine dei risultati di ricerca), classificate dal motore di ricerca in base alla loro rilevanza per una specifica query.
L’indicizzazione rende una pagina disponibile per la ricerca mentre il posizionamento definisce quanto in alto quella pagina apparirà nei risultati per determinate parole chiave.
Vediamo ora in dettaglio il significato di questi due concetti appartenenti al mondo SEO.
Come funzionano i motori di ricerca
Dal completamento di una pagina web alla sua presenza tra i primi risultati nelle SERP intercorrono 3 passaggi che sistematicamente eseguono i motori di ricerca.
- Scansione: in questa fase il crawler – noto anche come Googlebot – gira in lungo e in largo per la rete, muovendosi tra i collegamenti, alla ricerca di nuove pagine da esplorare e pagine esistenti da aggiornare. Trovata la pagina, ne fa una copia dell’intero contenuto.
- Indicizzazione: a questo punto Google analizza il materiale raccolto e, se lo ritiene utile, trattiene la copia fatta della pagina e la inserisce nel proprio indice.
- Posizionamento: in questa fase le pagine indicizzate si devono confrontare con le altre che trattano gli stessi argomenti. Inizia il processo di ranking che sulla base di oltre 200 fattori di classificazione, determina quali pagine guadagneranno le posizioni migliori in SERP.
Che cos’è l’indicizzazione su Google
Quando è superata la fase di scansione, la pagina del tuo sito deve superare la fase di analisi da parte di Google propedeutica all’indicizzazione.
Già, non è un’operazione scontata.
Succede non di rado che Google pur avendo scansionato una pagina, la reputi non idonea all’inserimento nel suo indice.
Risultato: la pagina non entra nei risultati di ricerca.

Pagina scansionata ma non indicizzata su Google Search Console
In questo caso è necessario intervenire sulla pagina e comprendere le ragioni che hanno portato a questo rifiuto. Può dipendere dal contenuto scritto, da aspetti tecnici o da tanti altri fattori che richiedono l’analisi di un consulente SEO.
Se invece il contenuto della pagina piace a Google viene inserito nell’indice.
Il processo di indicizzazione spiegato con una metafora
Per comprendere appieno questa fase ci avvaliamo un una metafora: la libreria.
Immagina Google come un’enorme biblioteca.
Ogni libro è un sito. Ce ne sono centinaia di milioni. Vanno selezionati e ordinati. Appena giunto un nuovo libro all’ingresso della biblioteca, il personale lo studia e, se è interessante, inserisce il titolo nel proprio catalogo.
Come ottimizzare un sito per l’indicizzazione
La prima priorità in ottica SEO è assicurarsi che il sito sia indicizzabile dai motori di ricerca. In caso contrario, le pagine non appariranno mai nei risultati di ricerca e non riceveranno traffico organico.
Di seguito vediamo come ottimizzare gli aspetti chiave (sitemap, file robots, ecc.) per facilitare la scansione e l’indicizzazione del tuo sito da parte di Google e altri motori.
Come facilitare il crawling del sito da parte dei motori di ricerca
Il crawling è la fase in cui i motori di ricerca, attraverso i loro crawler (come Googlebot), scoprono e analizzano le pagine del tuo sito.
Ottimizzare questa fase significa rendere più semplice e veloce per i crawler la scansione delle tue pagine, aumentando la probabilità che i tuoi contenuti vengano trovati e successivamente indicizzati.
Sfrutta questi consigli pratici per ottimizzare il processo di crawling:
- Crea una struttura di link interni chiara.
Organizza il sito in modo logico, utilizzando menu, categorie e collegamenti interni per aiutare i crawler a raggiungere tutte le pagine importanti. Evita pagine “orfane” (senza link in entrata), che rischiano di non essere mai scoperte. - Riduci la profondità delle pagine.
Cerca di fare in modo che ogni pagina sia raggiungibile con pochi clic dalla home page. Pagine troppo “profonde” possono essere trascurate dai crawler. - Evita catene di redirect e link rotti.
I redirect multipli e i collegamenti interrotti rallentano i crawler e possono ostacolare la scoperta delle pagine. Utilizza strumenti come Google Search Console per individuare e correggere questi problemi. - Minimizza l’uso eccessivo di JavaScript per i contenuti chiave.
Alcuni crawler possono avere difficoltà a interpretare contenuti caricati solo tramite JavaScript. Assicurati che le informazioni importanti siano accessibili anche senza l’esecuzione di script.
Creazione e invio della sitemap XML
Una sitemap XML è un file che elenca tutte le pagine del tuo sito che desideri far indicizzare ai motori di ricerca.
Fornire ai crawler una sitemap aiuta a scoprire più rapidamente i contenuti: se i motori di ricerca non trovano una pagina, non possono indicizzarla.
Assicurati quindi di includere nella sitemap tutte le pagine importanti, anche quelle difficili da raggiungere tramite la normale navigazione, così che Google possa trovarle e indicizzarle facilmente.
Per creare una sitemap puoi utilizzare le funzionalità del tuo CMS (ad esempio con plugin SEO per WordPress come RankMath o Yoast) o strumenti online dedicati come Screaming Frog.
Verifica che il file sitemap sia accessibile (di solito all’indirizzo www.tuodominio.com/sitemap.xml) e che non contenga URL indesiderati (es. pagine duplicate o con tag noindex).
Una volta pronta, invia la sitemap a Google Search Console tramite la sezione “Sitemap”: inserisci l’URL della sitemap e conferma l’invio.
In genere basta inviarla una sola volta; Google riesaminerà automaticamente la sitemap periodicamente per rilevare nuove pagine.
P.S. Ricorda anche di inserire l’URL della sitemap nel file robots.txt per aiutare i crawler a trovarla più facilmente.
Configurazione del file robots.txt
Si tratta di un semplice file di testo, posizionato nella directory principale del sito (es. www.iltuosito.it/robots.txt), che contiene istruzioni su quali parti del sito i crawler possono o non possono visitare.
È utile per ottimizzare il crawl impedendo l’accesso a sezioni irrilevanti o private (pagine di login, aree amministrative, filtri di ricerca, ecc.), così da concentrare il crawl budget sulle pagine importanti.
È fondamentale non bloccare per errore risorse o pagine strategiche: verifica che nel robots.txt non ci siano Disallow verso pagine che desideri indicizzare (es. articoli del blog o pagine prodotto).
Ecco alcune best practice per configurare bene il file robots.txt.
- Non usare il robots.txt per “nascondere” contenuti indicizzabili. Questo file non impedisce l’indicizzazione: se altri siti linkano una pagina che hai bloccato, Google potrebbe comunque indicizzarne l’URL. Per escludere una pagina dall’indice, utilizza invece un meta tag noindex.
- Blocca solo ciò che non serve indicizzare. Ad esempio risorse duplicate, pagine di ricerca interna, pagine di paginazione o archivi irrilevanti. Ciò evita il crawl e l’indicizzazione di contenuti “di scarso valore”, riducendo il cosiddetto index bloat (indice gonfio di pagine poco utili).
- Includi la Sitemap. Aggiungi nel robots.txt la riga Sitemap: http://tuodominio/sitemap.xml con l’URL corretto della tua sitemap. Così facendo segnali ai motori di ricerca dove possono trovare l’elenco delle pagine da indicizzare.
- Testa e aggiorna. Usa il robots.txt validator per verificare che il file sia sintatticamente corretto e che le regole funzionino come previsto. Ogni volta che modifichi il robots.txt, ricontrolla che le pagine importanti risultino Allowed (permesse) e quelle riservate Disallowed (bloccate).
Esempio di robots.txt ottimizzato
A titolo esemplificativo, ecco un esempio di configurazione corretta di un robots.txt:
User-agent: *
Disallow: /wp-admin/
Disallow: /cgi-bin/
Allow: /
Sitemap: https://www.tuosito.it/sitemap.xml
In questo esempio, tutti i crawler possono scansionare il sito tranne le cartelle tecniche, e viene fornito il percorso della sitemap per facilitare l’indicizzazione.
Attenzione agli errori comuni.
Un errore frequente è bloccare l’intero sito con una regola come Disallow: /, impedendo così a Google di scansionare qualsiasi pagina.
Prima di modificare il robots.txt, verifica sempre l’effetto delle regole e, se possibile, testale tramite la Search Console di Google.
Ottimizza la struttura interna dei link
Anche la struttura di navigazione interna incide su crawlability e indicizzazione di un sito.
Google deve poter raggiungere ogni pagina importante tramite link interni del sito web. Se una pagina non è collegata da nessun’altra diventa una “pagina orfana”. Ciò comporta l’elevato rischio che la pagina non venga scoperta e indicizzata.
Organizza il sito con una gerarchia logica (ad esempio a piramide: homepage > categorie > sottosezioni) in modo che ogni pagina riceva almeno un link interno da una sezione superiore.
Controlla periodicamente link interni ed esterni affinché non siano “rotti” (cioè che portano a pagine 404). Nel caso, correggili o rimuovili.
Se alcune pagine risultano orfane, inseriscile nella struttura del menu o dei collegamenti interni creando rimandi da pagine correlate.
Un buon internal linking aiuta i crawler a scoprire tutti i contenuti e segnala quali pagine ritieni più rilevanti.
Può esserti utile utilizzare strumenti di audit SEO (come Screaming Frog, Site Audit di Semrush, o Ahrefs Webmaster Tools) per individuare eventuali problemi di crawl interno, come pagine orfane o profondità eccessiva di click.
Utilizzo di Google Search Console
Google Search Console (GSC) è uno strumento gratuito indispensabile per monitorare e ottimizzare l’indicizzazione del tuo sito web. Dopo aver verificato la proprietà del sito, utilizza GSC per:
- Inviare sitemap e URL: attraverso la sezione Sitemap puoi inviare (o verificare) la tua sitemap XML, mentre con lo strumento Controllo URL puoi segnalare manualmente a Google nuove pagine da scansionare. Ciò aiuta a velocizzare la rilevazione di nuovi contenuti.
- Monitorare la copertura dell’indice: il report Pagine mostra lo stato di indicizzazione di tutte le URL che Google conosce nel tuo sito. Controlla quanti URL sono Indicizzati (verde) e quanti Esclusi/Errore (grigio/rosso), insieme ai motivi di esclusione. Ciò ti permette di individuare problemi come pagine bloccate, con tag noindex, contenuti duplicati, errori 404, ecc., e intervenire.
- Diagnosticare pagine specifiche: con lo Strumento di Controllo URL puoi ottenere dettagli per una singola pagina direttamente dall’indice Google – ad esempio se è indicizzata o meno, quando è stata scansionata l’ultima volta e se riscontra errori. Puoi anche richiedere una nuova indicizzazione dopo aver apportato modifiche importanti (ad esempio, dopo aver risolto un problema che ne impediva l’indicizzazione).
- Ricevere avvisi e risolvere problemi: GSC invia notifiche email in caso di problemi critici (ad es. improvvisi cali di copertura, pagine non indicizzabili, ecc.). Nella sezione Sicurezza e Azioni manuali puoi verificare se Google ha applicato azioni manuali (penalizzazioni) o segnalato problemi di sicurezza sul tuo sito. Ciò può limitare o azzerare la presenza del sito nei risultati di ricerca. Ecco perché serve controllare questa sezione e, se necessario, correggere le cause e richiedere una revisione a Google. In GSC trovi anche altri report utili (es. Usabilità mobile, Core Web Vitals) per migliorare aspetti che, se problematici, possono influire indirettamente sulla capacità di Google di accedere e indicizzare il sito web.
Migliorare la velocità del sito
La velocità di caricamento di un sito è un fattore di ranking.
Se il tuo sito è lento nel rispondere o nel caricare le risorse, gli spider potrebbero avere difficoltà a eseguire la scansione completa dei contenuti.
Dall’altra parte è importante evidenziare che anche lato user experience ciò ha un impatto, incoraggiando l’utente ad uscire dal tuo sito se i tempi di attesa si allungano. Google sottolinea sempre più le metriche di esperienza pagina (come i Core Web Vitals) nel valutare le pagine web.
Ottimizzazione per dispositivi mobili
Oggi Google utilizza prevalentemente la versione mobile di un sito per scansionare e indicizzare i contenuti (mobile-first indexing). Ciò significa che la resa e i contenuti del tuo sito su smartphone e tablet sono decisivi per la presenza nelle SERP. Per ottimizzare il sito in ottica mobile.
- Design responsive e mobile-friendly: adotta un layout responsive che adatti i contenuti a schermi più piccoli, oppure una versione mobile dedicata.
- Parità di contenuti (content parity): assicurati che la versione mobile contenga gli stessi contenuti importanti presenti su desktop.
- Meta-dati e risorse coerenti: mantieni gli stessi meta tag rilevanti su mobile e desktop. In particolare, non utilizzare tag robots differenti – ad esempio non impostare una pagina come noindex sulla versione mobile pensando di lasciarla indicizzata via desktop, perché Google indicizzerà solo la versione mobile e quindi escluderà quella pagina.
- Prestazioni mobile: l’ottimizzazione della velocità è ancora più determinante su mobile, dove le connessioni tendono ad essere meno stabili.
Gestione dei meta tag per l’indicizzazione
I meta tag HTML (e attributi correlati) forniscono istruzioni ai crawler su come trattare le pagine durante l’indicizzazione.
Una corretta gestione di questi elementi è fondamentale per evitare errori o omissioni.
Ecco quelli principali su cui concentrarsi.
Meta Robots (robots)
Questo meta tag (da inserire nell’ della pagina) indica ai motori se la pagina deve essere indicizzata (index o noindex) e se i link al suo interno devono essere seguiti (follow o nofollow).
Di default, se il tag manca, la pagina è considerata index, follow. Usa noindex quando vuoi escludere specifiche pagine dall’indice (ad esempio pagine di ringraziamento post-conversione, pagine duplicate, ecc.).
Attenzione: affinché Google rispetti il noindex, la pagina non deve essere bloccata nel robots.txt, altrimenti Googlebot non potrà leggere il meta tag e la pagina potrebbe rimanere indicizzata ugualmente. Il valore nofollow sul meta robots oggi è usato raramente (puoi gestire i link esterni con l’attributo rel=”nofollow” sui singoli link), ma all’occorrenza segnala a Google di non seguire alcun link presenti nella pagina.
Tag Canonical (link rel=”canonical”)
È un tag da includere nella sezione che indica l’URL canonico, ovvero la versione preferita di una pagina quando ne esistono di duplicate o molto simili.
Implementare correttamente il canonical aiuta a consolidare segnali SEO su un’unica URL e impedisce a Google di indicizzare versioni non desiderate (ad esempio parametri URL, sessioni, pagine HTTP vs HTTPS, versioni tradotte automatiche, ecc.).
Assicurati che ogni gruppo di pagine duplicative punti al canonical corretto (in genere la pagina principale). Google tratterà il canonical come un forte suggerimento: in genere rispetta questa indicazione e indicizza la pagina canonica specificata, salvo casi in cui ritenga altri URL più pertinenti per vari motivi.
Altri meta tag utili
Il meta tag Description non influisce direttamente sull’indicizzazione (Google lo ignora ai fini del ranking), ma è importante perché fornisce la descrizione che appare sotto al titolo nei risultati di ricerca.
Scrivi meta description uniche e accattivanti per invogliare l’utente a cliccarti.
Non stupirti se a volte Google le cambia. Succede spesso e non ne hai il controllo.
Puoi inoltre utilizzare meta tag come refresh o charset per specifici scopi tecnici (reindirizzamenti temporizzati, codifica caratteri), ma questi non influenzano la decisione di Google di indicizzare un sito o una pagina.
Invece, ignora completamente il meta tag keywords – era rilevante molti anni fa, ma oggi Google lo ignora e il suo utilizzo è considerato obsoleto.
Concentrati piuttosto su contenuti di qualità e pertinenti: nessun meta tag può compensare contenuti scarsi. Google infatti tende a non indicizzare affatto pagine con contenuto molto povero o duplicato rispetto ad altre fonti, quindi abbina a una corretta ottimizzazione tecnica anche un lavoro di content quality.
Come vedere l’indicizzazione di un sito
Puoi verificare direttamente se il tuo sito è indicizzato su Google in due modi: tramite browser o attraverso Search Console.
Tramite browser ti basta aprire una finestra e digitare nella barra degli indirizzi il sito web che vuoi analizzare anteponendo l’operatore “site”, seguito dai due punti. Il risultato sarà questo: site:www.ilmiositoweb.com

Pagine indicizzate di un sito da Google tramite ricerca con operatore “site”
L’operatore “site” dice sostanzialmente a Google: fammi vedere quali pagine hai in indice di questo nome a dominio.
P.S. l’operatore “site:” dà un’idea rapida ma non restituisce l’indice completo.
L’altra soluzione passa attraverso Search Console: lo strumento di Google che permette di avere una panoramica sullo stato di salute del tuo sito web ed interagire con Google.
Sarà sufficiente entrare nell’area del proprio sito ed inserire nella barra di ricerca in alto l’url della pagina che ti interessa. Se indicizzata, Google ti restituirà un messaggio di conferma come questo:

Conferma da Google Search Console di una pagina indicizzata
Cos’è il posizionamento di un sito
Questo processo, noto anche come ranking, si occupa di ordinare nella maniera più funzionale i risultati per ogni singola query in modo da offrire all’utente i risultati che il motore di ricerca reputa più pertinenti e rispondenti all’intento di ricerca.
Come accennato i fattori di ranking dichiarati sarebbero oltre 200 (senza conferme ufficiali da parte di Google). Molti di questi non sono stati resi noti.
A determinare il posizionamento di una pagina nei risultati di ricerca ci pensano gli algoritmi. Addestrati e resi progressivamente sempre più veloci e intelligenti attraverso costanti aggiornamenti, gli algoritmi operano per fornire risposte sempre più precise e utili nel minor tempo possibile.
Il posizionamento SEO spiegato con una metafora
Riagganciandoci alla metafora della libreria, il libro è presente nel catalogo. Ora il personale deve inserirlo tra gli scaffali dove ci sono altri libri che trattano il medesimo argomento.
Quando ce ne sono pochi, è più facile avere il libro che cerchi a portata di mano.
A richiesta, il bibliotecario avrà facile accesso a quel libro. E se in tanti parlano dello stesso argomento? Necessariamente ci saranno libri all’altezza degli occhi, più facili da reperire, ed altre decine di metri più su, meno a portata di mano e a maggior rischio di impolverarsi
Come vedere il posizionamento SEO di un sito
Puoi verificare il posizionamento SEO di una pagina attraverso ricerca keyword in modalità incognito su Google o tramite suite dedicate come SeoZoom o AhRefs.
Nel primo caso puoi aprire una nuova finestra del tuo browser, attivare la modalità incognito o anonimo e digitare la parola chiave nella casella di ricerca per la quale vuoi verificare la presenza della pagina del tuo sito tra i risultati in SERP.

Analisi delle pagine posizionate per una keyword tramite Google
Se vuoi risultati più affidabili e su una moltitudine di parole chiave, è meglio utilizzare una suite SEO. In Ingigni usiamo questi strumenti ogni giorno per monitorare, analizzare e migliorare.
Attraverso questi strumenti puoi monitorare per quante parole chiavi si posiziona una pagina e le sue fluttuazioni nel tempo tra i risultati di ricerca. In questo modo saprai in base a competitor, stagionalità ed aggiornamenti, quando è il momento di intervenire sulla pagina, apportando delle modifiche.
Indicizzazione dei siti e posizionamento: 2 facce della stessa medaglia
Abbiamo conosciuto meglio i processi che si susseguono dal momento in cui pubblichiamo una pagina al momento in cui inizia a generare traffico organico verso il nostro sito web.
In passato questi processi richiedevano tempi molto lunghi. Oggi, talvolta nel giro di poche, ore è possibile indicizzare siti anche grazie alla possibilità di segnalare a Google novità o aggiornamenti tramite Search Console.
Indicizzazione e posizionamento non sono sinonimi, bensì due facce della stessa medaglia chiamata Search Engine Optimization o, come recentemente ribattezzata da molti esperti, Search Everywhere Optimization.
Se vuoi portare il tuo marchio allo step successivo, la nostra agenzia seo può darti il supporto di cui necessiti.
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