Cos’è il Keyword Effectiveness Index (KEI) nella SEO
Il Keyword Effectiveness Index (KEI) – talvolta indicato come Keyword Efficiency Index – è un acronimo introdotto alla fine degli anni ’90 da Sumantra Roy per prevedere l’efficacia di una parola chiave in ottica SEO, confrontandone popolarità e concorrenza sui motori di ricerca.
L’indice mette a confronto il volume medio di ricerca con il numero di pagine concorrenti e restituisce un punteggio che evidenzia le query ad alto potenziale: più il KEI è elevato, più l’interesse di ricerca supera la competizione organica.
Ricorda però che il KEI non è ufficialmente riconosciuto come un fattore di ranking: deve essere incrociato con pertinenza semantica, intento di ricerca e autorevolezza del dominio. Usato da solo può risultare fuorviante
Come si calcola il KEI
La formula è:
KEI = (ricerche mensili)² / risultati organici
dove il volume di ricerca può essere estrapolato da strumenti come Google Keyword Planner, Seozoom o SEMrush, mentre il numero di pagine concorrenti si ottiene usando l’operatore allintitle: o con la ricerca esatta tra virgolette.
L’elevazione alla potenza enfatizza la popolarità, privilegiando keyword capaci di generare volume consistenti.
Gli step da seguire sono:
- Raccogli il volume medio mensile della keyword.
- Conta i risultati (allintitle: o ricerca esatta).
- Applica la formula e ordina le keyword dal KEI più alto.
- Confronta il dato con altre metriche (keyword difficulty, search intent, trend e stagionalità) prima di finalizzare la scelta.
Limiti del KEI
Il KEI è un utile filtro preliminare ma non considera variabili che incidono pesantemente sul posizionamento organico come:
- profilo di backlink – quantità e qualità dei link in ingresso;
- qualità e freschezza dei contenuti – pertinenza, profondità, formati multimediali e data;
- search intent – coerenza fra intento di ricerca dell’utente e risposta offerta dalla pagina;
- autorevolezza del dominio – trust generale del sito.
Il Kei è un facile calcolo che aiuta a fare una prima selezione delle “keyword giuste”.
Per una valutazione più affidabile, il KEI va contestualizzato con strumenti di analisi della difficoltà, studio dei competitor e audit on-page/off-page in un’analisi più ampia.
Esempio di KEI
Supponiamo che la keyword “profumi scontati” registri 2 000 ricerche mensili e 90 000 risultati organici:
Il KEI si calcolerà così: (2000)² / 90 000 ≈ 44
Un valore di 44 indica una parola chiave promettente ma non necessariamente “facile”.
Sarà pertanto necessario valutare la qualità dei primi competitor posizionati in SERP, la stabilità dei risultati e la reale pertinenza per il tuo business oltre al tuo livello di autorevolezza prima di investire risorse sull’ottimizzazione.