Fare personal branding vuol dire mettere il tuo nome in evidenza e fare in modo che sia conosciuto dalle persone giuste, in relazione a valori positivi che puoi sfruttare per aumentare il giro d’affari. E quindi il fatturato.
Detto in parole molto semplici, e parafrasando la citazione di Jeff Bezos,
il personal branding è ciò che le persone dicono di te quando tu non sei nella stanza.
Quindi, da dove inizia il tuo percorso per curare il brand personale?
Troppi professionisti, imprenditori e freelance pensano di non aver bisogno di un lavoro del genere ma non è così: creare un personal branding vuol dire aumentare la tua autorevolezza, fare in modo che le tue competenze siano chiare prima di avere un reale confronto con l’interlocutore e trasmettere quest’aura a tutte le emanazioni del tuo lavoro. Anche un’azienda, una società, un’organizzazione. Ecco come fare personal branding vincente.
Individua degli obiettivi da raggiungere
Per creare un personal brand efficace e memorabile, capace di farsi ricordare dai tuoi clienti di riferimento, devi prima mettere su carta quelli che sono i tuoi obiettivi. Ovvero, cosa desideri da questa operazione. La risposta, in qualche caso, sarà piuttosto elementare: aumentare il fatturato. In effetti, è fin troppo semplice arrivare a questa conclusione.
Ogni attività di branding e di costruzione del proprio nome ha come obiettivo finale questo punto: guadagnare di più.

Ma in che modo dobbiamo procedere? Quali sono gli obiettivi intermedi che mi permettono di raggiungere lo scopo? Le opzioni sono diverse:
- Reputazione: grazie alla creazione di un brand personale efficace puoi raggiungere uno degli obiettivi fondamentali in questi casi. Vale a dire la reputazione positiva. Quando una persona sente il tuo nome, o magari lo legge su un un blog o ancora sulla SERP dopo una ricerca Google, ha già un’idea ben precisa. E positiva.
- Fiducia: quando mi affido a una persona che ha lavorato bene sul personal branding credo nel sul lavoro, lascio sempre carta bianca al suo operato. Questo mi permette, come libero professionista, di lavorare meglio, senza continue incertezze.
- Crescita: aprire un personal brand unico e memorabile vuol dire crescere, trovare nuovi clienti e aumentare il fatturato. Lo abbiamo sottolineato prima, ma ricordiamo anche che la crescita può essere rivolta alla possibilità di cambiare tipo di clientela. Magari segui meno persone ma con un valore superiore e guadagni di più.
- Diversificazione: fare personal branding è un punto di partenza interessante per chi vuole differenziarsi bene dalla concorrenza. Tutti lavorano in un certo modo, tu vai oltre e lo vuoi far sapere al pubblico. Come? Lavorando su un brand personale capace di farsi riconoscere immediatamente dalla tua audience utile.
Ecco, in quest’ultimo punto si nasconde uno degli obiettivi trasversali e sempre validi nel lavoro per creare da zero un personal branding: la riconoscibilità. Ed qui che, ad esempio, si inseriscono i lavori di brand design che seguiamo per i clienti. Senza fretta, ci torneremo.
Studia target, mercato e competitor
Per realizzare un personal brand devi conoscere le persone che vuoi raggiungere. Lo scopo ultimo è gestire delle buyer personas, ovvero un ipotetico acquirente che ha bisogno di te e delle tue competenze.
Qui devi riassumere tutte le sue esigenze, le paure, i timori e le necessità. In questo modo puoi attivare delle strategie di personal branding adeguate.
Strategie che devono tenere conto del contesto, della realtà che ti circonda e ovviamente della concorrenza. È una condizione audace o lascia margini di evoluzione?
E ancora, devi affrontare nuove leve senza esperienza o un marasma di aziende che fanno fatica a svecchiare? Tutto questo deve essere gestito a monte dalla tua analisi che precede la strategia per fare personal branding in modo da evitare il più possibile errori e trovare nuovi sbocchi. Per ottenere buoni risultati conviene iniziare da un’analisi SWOT che ti consente di far emergere ciò che serve per il tuo lavoro di personal branding:
- metti in evidenza i punti di forza;
- risolvi le debolezze;
- sfrutta le opportunità;
- trasforma le minacce in occasioni.
Questo percorso deve mettere in evidenza chi sei, cosa fai e quali sono i tuoi valori. Tutto questo si riassume in una brand identity precisa che puoi sviluppare insieme al tuo team. O magari con l’aiuto di un’agenzia come la nostra che si occupa anche di personal branding.
Definisci un’identità di brand
In questi casi, il personal branding non è poi così differente dalle altre strategie per promuovere la marca di un’azienda o un prodotto. Devi renderti subito riconoscibile e distinguibile dalla concorrenza. Questo può avvenire in modi differenti, in primo luogo con una brand identity chiara e non confusa con quella di altri professionisti.

Chiaro, da qualche parte bisogna sempre iniziare e spesso è più facile prendere spunto da chi ha già mosso i primi passi. Ma dobbiamo lavorare sodo per creare tutti gli elementi necessari a renderti riconoscibile fin dal primo sguardo, leggendo la prima riga del tuo sito web o dei tuoi post sui social network. Ecco cosa dobbiamo pianificare:
- archetipo;
- mission e vision;
- brand positioning statement;
- naming;
- logo;
- font;
- payoff;
- nome dominio;
- colori da utilizzare;
- immagine principale;
- tone of voice.
Questi elementi grafici e di micro-copy ti aiutano a realizzare un’immagine coerente e ben strutturata, da portare ovunque: sia su supporto digitale che su quello cartaceo. Tutto ciò può aiutarti a emergere in quel ginepraio di competitor che operano nel tuo settore.
Ma più di tutto, sarà importante creare una narrazione intorno alla tua identità. Non limitarti a esserci ma definisci uno storytelling personale, una narrazione che permette al tuo nome di affrontare ogni giorno un passo per operare nella giusta direzione. Quella che ti permette di conquistare un posto in prima linea in una determinata nicchia.
Crea una strategia adeguata alle tue esigenze
Ipotizziamo questo: per fare personal branding online hai lavorato sulla tua identità – hai scelto colori, font, logo e tutto quello che serve per renderti riconoscibile. Ora la domanda è chiara: come posso mettermi in evidenza e far emergere il lavoro per creare un brand?
Devi avere una partecipazione online solida, ben definita. Se qualcuno cerca il tuo nome e cognome tu devi esserci. Quindi è indispensabile realizzare un sito web. Non deve essere per forza un portale con decine di pagine, in molti casi basta un sito monopagina.

Il blog di Bill Gates, esempio di personal branding – Fonte immagine
Però è importante far sì che la tua identità sia legata a una presenza professionale. A tal proposito è decisiva l’attività non solo del sito web di proprietà ma anche dei possibili social media. Se decidi di essere presente, ad esempio, su Facebook e Instagram è giusto curare questi profili nel miglior modo possibile. Come creare un brand personale?
- Presentati sempre per essere riconoscibile.
- Mantieni una coerenza di fondo con le tue attività online.
- Cura i dettagli dei tuoi profili social media.
Ma devi lavorare sul content marketing. Vale a dire una delle strategie di personal branding più efficaci: condividendo valore puoi rendere il tuo nome subito riconoscibile, devi diventare un punto di riferimento per la tua nicchia se vuoi una brand awareness efficace.
Per farlo, la condivisione di contenuti di valore è la strada migliore. Chiaramente il discorso del content marketing può essere declinato in mille modi differenti, ecco qualche esempio:
- blog aziendale;
- video marketing;
- podcast;
- infografiche;
- eventi;
- webinar;
- content curation.
Tutto questo deve essere sempre declinato verso la strategia di personal branding che ruota intorno al concetto di storytelling. Tu non condividi link o aggiornamenti di status a caso: lo fai tenendo presente quella che è la tua narrazione, la tua idea, il tuo punto di vista.
Non si tratta di raccontare una realtà iperbolica, come fanno certi influencer che pubblicano fotografie della bella vita a Dubai tra macchine di lusso e piscine faraoniche, ma di mantenere una linea coerente di dialogo narrativo con le persone che ti ascoltano.
Un ultimo consiglio: partecipa alle discussioni
Come fare personal branding online? Una delle strategie meno seguite ma più efficaci: partecipa alle discussioni. Mettiti in gioco, segui i siti di Q/A e i forum, ma anche i social network e i blog di settore. Qui puoi analizzare le conversazioni – magari utilizzando un tool come Mention o Google Alert – e dare il tuo contributo per dare valore agli utenti.
In fin dei conti questo è il punto decisivo per creare il tuo brand personale, non credi?