Quali sono i diversi tipi di loghi?

Ogni marchio ha una sua grammatica visuale attraverso cui vuole posizionarsi nel proprio mercato con una brand identity univoca.

Ciò comprende elementi visivi e associazioni mentali che sono fondamentali perché fissano un ricordo e lo richiamano ogni volta che se ne dà il caso.

In base alla tua storia ed allo scenario competitivo nel quale entri, puoi scegliere tra diverse tipologie di loghi.

Logo monogramma

Il monogramma rappresenta una combinazione visiva creativa di una o più lettere del brand name.

Senza una forte brand awareness, sono notevoli gli sforzi economici che deve affrontare l’azienda per farsi riconoscere a causa della scarsa identificabilità insita in questo tipo di logo.

Apparso storicamente sulle monete rappresentando con due lettere il nome della città, il monogramma è stato poi adottato da monarchi e famiglie nobili.

Oggi non solo grandi brand come Volkswagen lo adottano ma anche molti designer come Chanel o Louis Vuitton.

L’adozione del monogramma a volte può essere una necessità. Quando il nome del brand risulta molto lungo, questa soluzione diventa un percorso quasi obbligato. Pensa a International Business Machines, oggi più nota come IBM.

Altre volte si prendono le prime lettere delle singole parole per comporre un’identità univoca. Pensa alla Cassa di risparmio di Genova, meglio nota come Banca Carige o al Credito emiliano, più conosciuto come Credem.

Loghi monogramma di Volkswagen, McDonald’s e Juventus.

Loghi monogramma di Volkswagen, McDonald’s e Juventus

Marchio denominativo

Tutto si basa su una particolare esposizione tipografica del logotipo. Per permettere al marchio di emergere, è necessario prevedere l’uso di un carattere dalla forte personalità. In questo caso il type branding (la creazione di un font personalizzato) diventa un’opportunità distintiva dell’identità del brand.

Se si vuole tendere il più possibile verso lo stile minimale, si può rendere il marchio più memorabile adottando soluzioni evocative dall’alto valore simbolico.

Pensa a Ray Ban dove la lettera “b” rappresenta la forma dell’iconico modello “Aviator” o FedEx che incorpora una freccia verso destra tra le ultime due lettere, sfruttando lo spazio negativo.

Può essere una soluzione percorribile sopratutto per quei brand dal nome facile e preferibilmente breve. Tra i loghi famosi, pensa a Google.

Marchi denominativi di Google, Ray Ban e Coca Cola.

Marchi denominativi di Google, Ray Ban e Coca Cola

Marchio illustrato

Tra i tipi di logo, questo unisce il logotipo ad una rappresentazione visiva articolata come un disegno o una fotografia.

Può essere una via per evocare le origini lontane del brand. Può volersi mostrare autorevole (pensa ad Hermès) o anche fedele alle antiche buone tradizioni (pensa a Mulino Bianco).

La presenza di molti dettagli nel marchio ha due limiti:

  1. ridotta scalabilità: col diminuire della dimensione del supporto, diminuisce proporzionalmente la riconoscibilità del marchio;
  2. costi di stampa maggiori ed impossibilità di stampa su alcuni supporti.
Marchi illustrati di Einaudi, Mulino Bianco e Hermès.

Marchi illustrati di Einaudi, Mulino Bianco e Hermès

Marchio astratto

Qui la rappresentazione grafica è astratta. Il simbolo che accompagna il brand name non ha forme immediatamente riconoscibili dal pubblico e ciò può dare adito ad interpretazioni soggettive da parte di esso.

Ciò può portare ad una percezione dei valori e del tono di voce differenti da quelli che il brand desidera emettere.

Solitamente non rappresenta un oggetto in particolare ma un’idea o un fenomeno.

Marchi astratti di Mastercard, Mercedes e Reebok.

Marchi astratti di Mastercard, Mercedes e Reebok

Emblema

L’emblema racchiude in un sigillo o in uno stemma testo e immagini dall’alto valore simbolico.
Questo tipo di logo ha un forte richiamo tradizionale ed ha di solito molte decorazioni al suo interno.

Trasmette un senso di autorevolezza e affidabilità grazie ai dettagli che gli conferiscono un tocco distintivo e di impatto.

A causa della sua complessità, questa tipologia di logo può risultare meno versatile, soprattutto quando ridotta a dimensioni molto piccole o utilizzata su materiali come tessuti.

Adottato spesso da enti governativi, scuole ed organizzazioni l’emblema, come il marchio illustrato, può avere dei problemi di riconoscibilità.

Per trovare un compromesso tra leggibilità ed efficacia del marchio, conviene mantenere un design essenziale.

Alcuni marchi moderni hanno adottato una versione minimalista dell’emblema, con linee pulite e illustrazioni vettoriali, mantenendo così un equilibrio tra tradizione e contemporaneità. Pensa a Starbucks.

Marchi emblema di Università di Bologna, Stella Artois e Starbucks.

Marchi emblema di Università di Bologna, Stella Artois e Starbucks

Marchio figurato

Un marchio figurato è rappresentato da un simbolo universalmente riconoscibile, seppur semplificato nei tratti.

È una delle soluzioni più adottate perché attraverso il simbolo scelto si rafforza l’identità visiva attraverso un elemento che rappresenta l’essenza della marca sia essa concreta o metaforica.

Proprio a causa della sua ampia diffusione, la difficoltà maggiore risiede nel creare un simbolo riconoscibile e al contempo originale.

Per non distogliere l’attenzione dalla forte identificabilità che ha il simbolo, si tende ad adottare un font neutro per il logotipo.

L’obiettivo è quello di giungere un giorno a poter adottare anche il solo simbolo, senza la presenza del logotipo, garantendo comunque al brand la sua immediata riconoscibilità agli occhi del pubblico.

Marchi figurati di Lacoste, Apple e Plenitude.

Marchi figurati di Lacoste, Apple e Plenitude

Mascotte

La mascotte è un personaggio generalmente illustrato che dà vita ad un’identità giocosa e amichevole.

Particolarmente efficace quando si vuole dare al brand un’aura di simpatia, la mascotte può rappresentare sia personaggi fantastici che persone reali.

Pensa a “Julius Pringles”, un fornaio apparso per la prima volta in uno spot nel 1973 che ha ispirato la mascotte delle famose patatine.

Il volto della mascotte assume il ruolo di “ambasciatore” del brand. La presenza del volto favorisce il coinvolgimento del pubblico poiché le persone tendono ad entrare più facilmente in sintonia con altri volti.

La mascotte può essere evocativa come nel caso di KFC (Kentucky Fried Chicken) col suo fondatore Harland Sanders, o anche suggestiva come l’omino Michelin fatto di pneumatici.

Loghi emblema di Michelin, KFC e Pringles.

Loghi emblema di Michelin, KFC e Pringles

Tipologie di logo in sintesi

In sintesi, esistono diverse tipologie di logo, ognuno con le sue caratteristiche uniche:

  1. Logo monogramma: combinazione di lettere, ideale per nomi lunghi.
  2. Marchio denominativo: uso distintivo della tipografia per nomi brevi e memorabili.
  3. Marchio illustrato: unione di testo e immagini per evocare tradizione e autorevolezza.
  4. Marchio astratto: simboli non riconoscibili che rappresentano idee o fenomeni.
  5. Emblema: testo e immagini in un sigillo o stemma, tradizionale ma meno versatile.
  6. Marchio figurato: logotipo con un simbolo riconoscibile che rafforza l’identità visiva.
  7. Mascotte: personaggi illustrati che danno un volto giocoso e amichevole al brand.
7 tipologie di logo.

7 tipologie di logo

Le regole per creare un logo aziendale sono elastiche e gli stili possono fondersi.

Inoltre, nel processo creativo va tenuto conto dei punti di contatto dove il marchio si presenterà come ad esempio il sito web, il merchandising, i social network, l’insegna o i biglietti da visita.

Considera anche che nella costruzione del brand, il logo – che fa parte del marchio – è un dispositivo registrabile legalmente.

In questa guida abbiamo rappresentato le categorie principali dei tipi di loghi.
Ogni tipo di logo ha il potenziale di raccontare la storia del tuo brand in modo unico.
Per scegliere la soluzione più adatta e approfondire la creazione di un’identità di marca vincente, contatta la nostra agenzia di marketing. Siamo qui per aiutarti.