Stakeholder: significato, tipologie, teoria ed esempi
Uno stakeholder, o portatore di interesse, è una persona, un gruppo o un’organizzazione che ha qualcosa in gioco nelle attività di un’azienda: può influenzarne decisioni, reputazione e risultati, oppure subirne gli effetti.
Origini della parola stakeholder
Il termine stakeholder si attesta in Inghilterra all’inizio del Settecento: tra 1708 e 1709 indicava chi custodiva la posta di una scommessa.
Da qui l’idea di stake come qualcosa che viene messo in gioco e di holder riferito a chi lo detiene.
L’uso aziendale moderno nasce invece negli Stati Uniti nell’ambiente dello Stanford Research Institute: nel 1963, un memorandum interno usa stakeholder per indicare i gruppi senza il cui supporto un’organizzazione cesserebbe di esistere.
Negli anni Ottanta, R. Edward Freeman trasforma il termine in un concetto centrale della strategia aziendale.
Tra il 1983 e il 1984, con l’articolo sulla corporate governance e con Strategic Management: A Stakeholder Approach, stakeholder assume il significato oggi dominante: soggetti che possono influenzare obiettivi, decisioni e risultati dell’impresa, oppure esserne influenzati.
Stakeholder in italiano: traduzione e sinonimi
In italiano stakeholder si traduce soprattutto con portatore di interesse o portatore di interessi.
La variante portatore di interessi è la traduzione letterale più vicina all’inglese. Portatore di interesse lo si incontra più di frequente nei testi divulgativi.

Definizione di Stakeholder secondo il Devoto Oli
Nei contesti di qualità, sostenibilità, compliance, responsabilità sociale ed ESG ricorre spesso anche parte interessata, formula vicina al lessico degli standard e dei sistemi di gestione. Il riferimento più utile è ISO 26000, dedicata alla responsabilità sociale, che definisce lo stakeholder come individuo o gruppo che ha un interesse in una decisione o attività di un’organizzazione.
Altre espressioni utili sono interlocutori, pubblici rilevanti, attori coinvolti, gruppi di interesse e comunità coinvolte.
Funzionano in contesti specifici ma hanno un perimetro più stretto: descrivono soprattutto la relazione comunicativa, sociale o territoriale.
Per il plurale, in un testo italiano professionale è preferibile scrivere gli stakeholder, senza “s”.
La forma gli stakeholders resta comprensibile, ma la Crusca segnala che i prestiti acclimatati nella lingua italiana tendono a restare invariabili nonostante una tendenza sociale spesso orientata nella direzione opposta (es. silos, supporters, etc…)
Chi sono gli stakeholder di un’azienda?
Gli stakeholders di un’azienda sono i soggetti che hanno un rapporto rilevante con l’impresa: la finanziano, ci lavorano, acquistano, forniscono, distribuiscono, regolano, raccontano o ne subiscono gli effetti.
Fare un primo assessment degli stakeholder significa capire chi può incidere su continuità operativa, brand reputation, consenso, domanda, customer experience e risultati.
Tra i più comuni rientrano clienti e consumatori; dipendenti e management; soci, investitori e finanziatori; fornitori, distributori e partner; media, creator e opinion leader; istituzioni, enti regolatori, associazioni e comunità locali.
In alcuni mercati anche i competitor possono diventare stakeholder rilevanti.

Elenco degli stakeholder in azienda
Come riconoscere uno stakeholder: 3 domande utili:
- Chi può essere condizionato dalle decisioni dell’azienda?
- Chi può influenzarne la capacità di raggiungere i propri obiettivi?
- Chi perderebbe informazioni, voce o tutela se non venisse coinvolto?
Chi non rientra tra gli stakeholder?
Non rientra tra gli stakeholder chi non ha un interesse concreto, non subisce effetti prevedibili e non possiede una reale capacità di condizionamento sull’azienda, sui suoi prodotti, sui suoi servizi, sulla sua reputazione o sul mercato in cui opera.
Sono quindi esclusi:
- il pubblico del tutto disinteressato;
- gli osservatori occasionali e i contatti generici senza rapporto rilevante con il brand;
- imprese o organizzazioni di ambiti scollegati, senza relazione operativa, reputazionale o territoriale con l’impresa.
Tipologie di stakeholder
Le tipologie di stakeholder seguono due logiche: dove si collocano rispetto all’organizzazione e quanto è rilevante il loro rapporto con essa.
Per questo si distinguono stakeholder interni ed esterni, ma anche primari, secondari e chiave.
Stakeholder interni
Gli stakeholder interni appartengono all’organizzazione o partecipano alla sua governance: proprietà, soci, board, management, dipendenti e collaboratori.
Incidono direttamente su decisioni, processi e coerenza tra purpose dichiarato ed esperienza reale.
Stakeholder esterni
Gli stakeholder esterni sono fuori dall’impresa ma possono orientarne le scelte o risentire delle sue decisioni: clienti, fornitori, partner, media, istituzioni, enti regolatori, associazioni, comunità, influencer e creator.
Sono spesso il punto in cui promessa di marca, customer experience, reputazione e consenso pubblico vengono messi alla prova.
Stakeholder primari
Gli stakeholder primari hanno un rapporto diretto con l’azienda o ne subiscono effetti immediati.
Di solito includono clienti, dipendenti, fornitori strategici, partner, investitori e azionisti.
Stakeholder secondari
Gli stakeholder secondari agiscono soprattutto sul contesto in cui l’azienda viene giudicata, anche nel momento in cui restano fuori dallo scambio economico diretto.
Media, associazioni, community, università, amministrazioni locali e gruppi di interesse possono amplificare consenso, critiche o pressioni reputazionali.
Stakeholder chiave
Gli stakeholder chiave sono quelli da presidiare in uno specifico contesto – lancio, crisi, rebranding, espansione – perché possono accelerare, bloccare o legittimare una decisione.
La loro rilevanza cambia con il progetto, il momento, il rischio e il livello di esposizione pubblica.
Differenza tra stakeholder, shareholder e stockholder
Stakeholder, shareholder e stockholder indicano ruoli affini, ma diversi.

Differenze e convergenze tra stakeholder e shareholder
- Stakeholder è la categoria più ampia: comprende tutti i portatori di interesse legati all’azienda, anche senza possesso di quote o azioni.
- Shareholder è l’azionista: possiede quote societarie e guarda soprattutto a rendimento, dividendi, valore dell’investimento e governance.
- Stockholder è usato soprattutto nell’inglese americano per indicare chi possiede azioni; nell’uso comune è molto vicino a shareholder.
La differenza da ricordare è che ogni shareholder è uno stakeholder ma non ogni stakeholder è shareholder.
Cos’è la stakeholder theory
La stakeholder theory è l’approccio reso centrale da R. Edward Freeman nel 1984.
Legge l’impresa come un sistema di relazioni che crea valore con e per i suoi portatori di interesse: clienti, dipendenti, fornitori, comunità, istituzioni, investitori e azionisti.
Il suo valore pratico sta nell’assessment delle relazioni: capire chi incide sul purpose dell’azienda, chi è toccato dalle sue scelte e quali outcome economici, sociali e reputazionali possono emergere nel tempo.
Per questo motivo è diventata un riferimento in strategia, governance, sostenibilità, etica d’impresa e marketing.
Stakeholder nel marketing: perché sono importanti
Gli stakeholder sono importanti perché ogni promessa di marca viene verificata da più soggetti: clienti che acquistano e recensiscono, dipendenti che trasformano il purpose in esperienza, fornitori che incidono su qualità e disponibilità, retailer che danno visibilità, regolatori che valutano claim e community capaci di amplificare fiducia, dubbi o criticità.
La ricerca sullo stakeholder marketing descrive il valore come risultato di scambi tra più attori collegati tra loro.
Una strategia efficace misura quindi risultati diversi: vendite, reputazione, advocacy, rischio, qualità percepita, continuità della relazione e consenso attorno al brand.
Stakeholder management: come gestire i portatori di interesse
Per stakeholder management si intende la gestione strutturata delle relazioni con i portatori di interesse.
Il processo può essere organizzato in cinque passaggi:
- identificazione degli stakeholder;
- assessment di interessi, aspettative, vincoli e possibili resistenze;
- prioritizzazione in base a influenza, interesse, legittimità o urgenza;
- piano di relazione e comunicazione con obiettivi, messaggi, canali e responsabilità;
- monitoraggio per aggiornare la mappa e verificare gli effetti delle azioni.
Nel marketing, questo lavoro serve a coordinare campagne, lanci, partnership, crisis communication e rebranding.
Stakeholder engagement: coinvolgere gli stakeholder
Lo stakeholder engagement è la fase in cui la gestione dei portatori di interesse diventa ascolto, confronto e partecipazione, soprattutto quando una decisione coinvolge direttamente persone, gruppi o comunità legati all’azienda.

Rappresentazione del coinvolgimento degli stakeholder
Le pratiche più solide prevedono dialogo precoce, obiettivi chiari, metodi accessibili e uso del feedback nelle decisioni.
Può comprendere interviste, advisory board, focus group, workshop, community, consultazioni digitali e co-creazione.
L’obiettivo è rendere partecipi gli attori e trasformare i feedback in decisioni migliori, fiducia più solida e relazioni più trasparenti.
Modello di salienza degli stakeholder: potere, legittimità e urgenza
Il modello di salienza degli stakeholder, proposto da Mitchell, Agle e Wood nel 1997, aiuta a capire quali portatori di interesse richiedono maggiore attenzione.

Salience Model di Mitchell, Agle e Wood
Valuta tre attributi: potere, legittimità e urgenza.
Più questi attributi si combinano, più cresce la salienza dello stakeholder.
Se la matrice potere-interesse aiuta a decidere come gestire una relazione, il modello di salienza aiuta a decidere chi richiede priorità adesso.
Mappatura degli stakeholder: la matrice potere-interesse
La matrice potere-interesse è uno strumento di stakeholder mapping associato ad Aubrey L. Mendelow, docente alla Penn State University.
Troviamo un solido riferimento nel paper del 1981 Environmental Scanning – The Impact of the Stakeholder Concept.
La matrice mappa gli stakeholder in base a due variabili: potere e interesse.
Il potere misura la capacità di incidere su decisioni, risorse, autorizzazioni o risultati; l’interesse misura quanto il soggetto è coinvolto dagli effetti della decisione.
Dall’incrocio nascono quattro priorità di gestione: gestire da vicino, mantenere soddisfatti, tenere informati e monitorare.
Ecco come la matrice può apparire in un caso marketing. Nella matrice, interesse indica quanto lo stakeholder è coinvolto dagli effetti della decisione e non quanto sia “importante” in senso generale.
| Stakeholder | Potere | Interesse | Priorità di gestione | Perché si colloca qui |
|---|---|---|---|---|
| Laura Bianchi, direttrice commerciale | Alto | Alto | Gestire da vicino | Decide obiettivi di vendita, canali, promozioni e distribuzione. Il lancio incide direttamente sui suoi risultati. |
| Marco Rinaldi, referente dell’ente regolatore | Alto | Basso | Mantenere soddisfatto | Ha scarso interesse commerciale sul lancio ma alto potere di intervento su claim, etichette, packaging e conformità normativa. |
| Sara Conti, creator fitness | Basso | Alto | Tenere informata | Ha interesse nel prodotto e può alimentare conversazioni, fiducia e recensioni, pur senza potere decisionale diretto. |
| Giulia Serra, cliente occasionale della categoria | Basso | Basso | Monitorare | Ha un legame debole con il lancio e una bassa capacità di influenzarne andamento, reputazione o distribuzione. |
La posizione nella matrice può cambiare: un controllo normativo, una crisi reputazionale o un cambio di leadership possono spostare rapidamente uno stakeholder da un quadrante all’altro.
Interest holders: una nuova prospettiva
Interest-holders è un termine proposto nel 2024 da Akl et al. in Cochrane Evidence Synthesis and Methods, nell’ambito della ricerca sanitaria e delle policy pubbliche.
Indica gruppi con interessi legittimi rispetto a una questione specifica perché responsabili di decisioni oppure direttamente influenzati da decisioni fondate su evidenze scientifiche.
La proposta nasce dal lavoro del MuSE Consortium, una rete internazionale di oltre 160 persone attive sui temi dell’engagement nella ricerca.
Il termine risponde a un’esigenza precisa: usare una parola più accurata e rispettosa quando stakeholder può risultare inadeguato, soprattutto in relazione a comunità indigene, pazienti, caregiver, cittadini, policy maker e gruppi vulnerabili.
Cosa significa interest-holder engagement
L’interest-holder engagement è il coinvolgimento strutturato dei gruppi interessati nelle decisioni, nelle ricerche o nelle policy che li riguardano.
Può includere definizione delle priorità, scelta degli outcome, revisione dei messaggi, interpretazione dei risultati e diffusione delle evidenze.
Per chi lavora su comunicazione, affari pubblici, tutela della salute, ESG o purpose-driven marketing, il concetto è utile quando “target” o “pubblico” diventano parole troppo povere.
Aiuta a riconoscere persone e comunità non solo come destinatari, ma come soggetti coinvolti da responsabilità, diritti, impatti e decisioni.
Esempio pratico di stakeholder nel marketing
Immagina un’azienda SaaS, cioè un software in abbonamento accessibile via internet, che introduce un aumento di prezzo.
Tra gli stakeholder ci sono clienti enterprise, clienti con abbonamento individuale, team Sales e Customer Success, partner commerciali, investitori, community online e autorità di controllo.
Con la matrice potere-interesse, i clienti aziendali con contratti rilevanti vanno gestiti da vicino: hanno interesse alto, potere contrattuale e impatto su ricavi, rinnovi, reputazione e churn.
I clienti con abbonamento individuale, molto presenti nella community, hanno interesse alto e potere più diffuso: possono orientare recensioni, passaparola, fiducia e percezione del brand.
Gli investitori valutano ricavi, margini, crescita e rischio di abbandono; Sales e Customer Success trasformano la scelta in conversazioni reali con il mercato.
Il modello di salienza aggiunge una seconda lente.
I clienti a rischio disdetta hanno urgenza alta; un’autorità che chiede chiarimenti ha potere e legittimità; una community critica può aumentare rapidamente la pressione pubblica.

Analisi degli stakeholder
In questo caso, fare stakeholder analysis significa decidere chi ascoltare prima dell’annuncio, chi coinvolgere nella comunicazione, chi rassicurare con dati chiari e chi monitorare dopo il lancio.