Ragionare in termini di Brand Awareness e KPI è fondamentale per un’azienda che non si limita a mettere in campo le attività necessarie per rendersi riconoscibile. Ma gestisce questo processo con uno spirito scientifico, quasi da maniaco della perfezione e della precisione. Perché molti ignorano questo: la promozione non è improvvisazione.
Perché è vero che c’è una parte del web marketing dedicato al branding che sposa la creatività, il genio non incasellabile in un foglio Excel, l’idea che all’improvviso cambia le carte in tavola. Ma poi dobbiamo capire se questa scintilla funziona, se un determinato logo ha presa sul pubblico, se uno slogan fa realmente breccia e così via per ogni aspetto.
Tutto questo vale anche per il lavoro di Brand Awareness. Che, ricordiamolo, è quel percorso che curiamo noi di Ingigni per consentire a un’azienda, a un professionista o, più in generale, a un marchio di rendersi riconoscibile. Siamo nella parte alta del funnel di vendita, le persone devono arrivare a noi e per farlo non basta puntare sull’ADV.
Non dobbiamo solo conquistare la SERP di Google con l’ottimizzazione SEO o nelle timeline dei social network con contenuti organici e ADV: è necessario posizionarsi anche nella mente e nelle abitudini del target. E per questo dobbiamo provare e riprovare, scartare idee poco convincenti per puntare solo dove serve grazie a un Ciclo di Deming infinito.
Parliamo di un percorso che ti consente di provare, migliorare e ricominciare. Anche per recuperare un giusto rapporto con la Brand Identity, per riadattare la propria compagine nel tempo e adeguarla alle sfide del mercato. Tutto ciò è fondamentale per la tua azienda.
Per questo devi conoscere la relazione tra Brand Awareness e KPI, i key performance indicator per misurare l’efficacia della campagna. Quali sono i punti da monitorare?
Brandend keyword su Google
Uno dei parametri per comprendere il valore del percorso di Brand Awareness: registrare questo KPI fondamentale, vale a dire il numero e la qualità delle ricerche collegate al tuo nome. Il concetto è semplice: devi capire come si muovono le query navigazionali.

Le keyword correlate di Google possono dirci tanto
Ovvero le ricerche che permettono di raggiungere un determinato sito web. Nello screenshot in alto hai un esempio di quello che sto descrivendo. Tra le diverse soluzioni proposte dalle correlate di Google abbiamo anche “cover cellulari amazon” che ci indica un elemento chiaro: questo brand è un riferimento noto, le persone conoscono e si fidano di Amazon.
Chiaramente in questo caso vinciamo facile, è ovvio che sia così. Se ci sono molte persone che cercano il tuo brand siamo a buon punto. Ma se le query si associano a determinate parole chiave, che sono collegate al tuo settore, vuol dire che stai facendo un ottimo lavoro.

Fare monitoring delle keyword con SEOzoom
Come misurare questo KPI di Brand Awareness? Devi utilizzare un tool come SEOzoom e tenere sotto controllo volume e qualità delle keyword navigazionali, prendendo nota delle evoluzioni di query che abbinano il tuo brand con determinate keyword. Se sono positive e collegate alla tua specializzazione (esempio in alto) stai lavorando molto bene.
Menzioni sul social web
Altro KPI per Brand Awareness che devi tenere sotto controllo: le menzioni. Ovvero le citazioni che il pubblico fa del tuo nome sulle diverse piattaforme. Esistono diversi parametri da tenere sotto controllo che cambiano anche in virtù della piattaforma.
In primo luogo parliamo delle menzioni che vengono effettuate sulle piattaforme social come, ad esempio, Facebook, Instagram, X (ex Twitter), Pinterest, YouTube e altro ancora.
Per influenzare questo parametro – che può essere positivo, neutro o negativo – possiamo operare in modi differenti, partendo da un buon lavoro di contenuti organici per continuare con l’advertising, l’influencer e il viral marketing che ti aiutano ad alimentare conversazioni virtuose che ti riguardano. Chiaramente ci sono degli aspetti importanti da valutare.
Spesso i tentativi di aumentare la Brand Awareness sui social si trasformano in dei veri e propri boomerang: pur di aumentare le conversazioni intorno al tuo nome si spinge troppo sull’idea che dobbiamo far parlare di noi a tutti i costi, innescando delle vere emergenze.

Una schermata di Mention, il tool per fare social media listening
Sono i classici social media fail, con relativo shitstorm di commenti e reazioni negative. Per influenzare al meglio questo KPI di Brand Awareness bisogna agire con piedi di piombo e strategie strutturate, misurando costantemente questi parametri. Come? Esistono tool specifici come ad esempio Mention (fonte immagine), perfetto per scansionare il social web. Una soluzione alternativa potrebbe essere il tool www.mentionlytics.com, altrettanto valido.
Tracking delle citazioni sui siti web
Non basta tenere sotto controllo i social network, una metrica importante in termini di Brand Awareness arriva dall’osservazione che possiamo portare avanti con un lavoro di monitoring delle pagine internet. Ovvero, le citazioni presenti su documenti scansionati e valutati da Google anche in termini SEO. Perché questo aspetto è decisivo per noi?
Semplice, avere un maggior numero di citazioni positive su documenti HTML pubblicati sul web può portare diversi aspetti virtuosi. In primo luogo abbiamo una maggior diffusione del brand, le persone leggono il tuo nome e iniziano a prendere confidenza: fai ingresso nella vita del pubblico. Poi dobbiamo ricordare che eventuali backlink sono utili per il lavoro di ottimizzazione SEO off-page, a patto che si rispetti la regola imposta da Google:
“Google utilizza i link come un fattore importante nel determinare la pertinenza delle pagine web. Tutti i link creati per manipolare i ranking nei risultati della Ricerca Google potrebbero essere considerati link di spam. Ciò include qualsiasi comportamento che manipoli i link al tuo sito o i link in uscita dal tuo sito”.
Quindi, avere un numero superiore di menzioni con link è centrale per la Brand Awareness e diventa un key performance indicator importante. Ma le azioni che metti in pratica devono essere naturali, non forzate. Partecipa a interviste, crea contenuti da pubblicare su altri siti web per migliorare la Brand Reputation. Anche senza la necessità di inserire link SEO.
Soprattutto, ricorda sempre qual è la metrica da monitorare: le menzioni ottenute dalle pagine web. Per seguire questo segnale puoi utilizzare diversi strumenti. Uno dei migliori è sempre Mention, che ti dà la possibilità di seguire anche le citazioni sui forum.
Un canale da utilizzare insieme a mention è quello di Google Alert, gratuito per chi ha un account Gmail, che ti aggiorna via email quando viene pubblicata una pagina web che cita la parola chiave messa sotto esame. Che può essere il tuo brand, il tuo nome e cognome.

Un esempio di analisi su Quora
Una buona idea: utilizzare grandi portali per fare delle ricerche periodiche relative alle keyword che ti interessano. Ad esempio puoi fare dei test su WikiPedia o Quora per scoprire se c’è qualcuno che parla di te. Ricorda sempre di verificare sia nome brand che dominio.
In sintesi, quali sono i KPI della Brand Awareness?
Cerchiamo di tirare le somme e dare dei riferimenti concreti: quali sono i parametri da osservare in questi casi? Abbiamo le menzioni sui social e sui siti web, che dobbiamo organizzare in base al sentiment (positivo, negativo, neutro) e le query navigazionali che comprendono solo il nome brand e quelle con delle keyword correlate. E poi?
Ci sono una serie di parametri macro da considerare come il ROI, il ritorno degli investimenti, o micro che riguardano il Social Listening. Che sono importanti anche per definire altri parametri come la Brand Loyalty. Ad esempio in questo caso citiamo:
- Numero iscritti ai social.
- Uso di un hashtag branding.
- Retweet e menzioni.
- Numero dei commenti.
Anche il traffico del sito web e di un eventuale blog può fornire alcuni parametri utili. La verità, però, è chiara: hai bisogno di un supporto professionale perché il lavoro di monitoraggio dei KPI per la Brand Awareness è veramente duro. Qualche idea?
Noi ne abbiamo tante, chiedici come gestire il design del tuo brand.