Backlink:
cosa sono, a cosa servono e come ottenerli

Un backlink è un link ipertestuale che collega un sito web ad un altro esterno. Conosciuto anche come link in entrata (inbound link), rappresenta un “voto di fiducia” che alimenta l’autorevolezza del ricevente agli occhi dei motori di ricerca.

Definizione di backlink

Definizione di backlink

A cosa servono i backlink nel marketing digitale

I backlink svolgono un ruolo fondamentale nell’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO). Per Google e gli altri motori di ricerca sono come “voti di fiducia” da parte di altri siti che conferiscono ulteriore credibilità ad una pagina.

Non a caso, già nel progetto BackRub (1996) di Brin e Page, il cuore dell’algoritmo (chiamato PageRank) era la rete dei link in ingresso. Ancora oggi i backlink restano uno dei segnali più rilevanti per il posizionamento nelle SERP.

Più un sito ottiene backlink di qualità, più ha probabilità di migliorare il proprio posizionamento nei risultati organici di ricerca.

Effetto dei backlink sulle SERP.

Effetto dei backlink sulle SERP

Oltre a migliorare il posizionamento organico su Google, i link in entrata hanno anche un impatto sul traffico e sulla visibilità.

Ogni backlink rappresenta un potenziale punto di accesso di nuovi visitatori: quando un utente clicca su un collegamento, atterra direttamente sul tuo sito generando traffico organico aggiuntivo e mirato.

Ottenere menzioni e collegamenti da fonti autorevoli contribuisce a far crescere la reputazione online del brand.

Agli occhi degli utenti, un marchio citato su un sito noto di un settore analogo incrementa la fiducia e l’autorevolezza percepita. Il che incoraggia la conversione.

Citazione del brand Sparco sul sito Lancia.

Citazione del brand Sparco sul sito Lancia

Last but not least, un ulteriore beneficio tecnico dei backlink risiede nalla loro capacità di facilitare l’indicizzazione dei contenuti.

I motori di ricerca utilizzano i link per scoprire nuove pagine web: quando Google scansiona un sito segue i link in uscita trovati per individuare altre pagine da analizzare e indicizzare.

Avere backlink da pagine già indicizzate e rilevanti può dunque aiutare Google a trovare più velocemente il tuo contenuto.

In ottica di strategia SEO complessiva, costruire un buon profilo di backlink significa presidiare uno dei pilastri della SEO off-page, migliorando ranking, traffico e autorevolezza complessiva.

Tipologie di backlink

Nella SEO un backlink è un collegamento ipertestuale che da un sito punta a un altro sito.

Può provenire da un’àncora testuale, un’immagine, un pulsante o un’icona. Può anche provenire da un’area cliccabile di un’immagine (image map), da una grafica in formato SVG o persino da un PDF.

Se è un link cliccabile che porta altrove, è un backlink.

I link possono avere diversi attributi rel che qualificano la natura del collegamento e il grado di endorsement del sito sorgente verso la destinazione.

Possono essere:

  • Dofollow (Follow): è l’impostazione di base (nessun attributo rel) e può trasmettere PageRank (“link equity”) al sito di destinazione, contribuendo al posizionamento su Google e, indirettamente, alla visibilità nei motori e nei contesti guidati dalle intelligenze artificiali come ChatGPT o Gemini.
  • Nofollow: i link con rel="nofollow" in genere non sono considerati ai fini del ranking. Introdotto nel 2005 per combattere comment-spam e condotte manipolative; l’attributo si usa quando non si vuole avallare la risorsa (es. commenti, link non verificati, annunci) o quando si desidera citare una fonte senza fornire un endorsement esplicito.
  • Sponsored: rel="sponsored" identifica link a pagamento/affiliazione, segnalandone la natura pubblicitaria. In genere non viene calcolato come “voto” ai fini del PageRank.
  • UGC: rel="ugc" contrassegna link inseriti dagli utenti (es. commenti o forum), chiarendo che non sono approvati editorialmente. Aiuta a prevenire lo spam e in genere non trasmette PageRank.

È possibile combinare più valori all’interno del medesimo link. Per esmepio può avere rel="ugc nofollow".

Per Google nofollow, sponsored e ugc sono hint ovvero segnali indicativi ma non vincolanti: dicono di non trattare il link come un “voto”, ma l’algoritmo può in alcuni casi considerarli (anche per crawling/indicizzazione) o ignorarli.

Fonti e contesti dei backlink

Non tutti i link in ingresso nascono nello stesso modo. Ecco alcune delle principali categorie di backlink in base alla loro origine.

Backlink editoriali (naturali)

Sono i link ottenuti spontaneamente quando un altro sito cita il tuo contenuto come riferimento o approfondimento.

Ad esempio, se un blog autorevole del tuo settore trova utile un tuo articolo e vi inserisce un collegamento, hai guadagnato un backlink editoriale.

Citazione dal blog di SEOZoom verso il Report Casaleggio Associati.

Citazione dal blog di SEOZoom verso il Report Casaleggio Associati

Questi link “guadagnati” (link earning) sono generalmente i più preziosi perché segnalano apprezzamento genuino e sono integrati in modo pertinente nel contesto della pagina di origine.

Backlink da guest post e collaborazioni

Si tratta di link ottenuti attraverso la pubblicazione di contenuti su altri siti o testate online.

Il guest blogging – ossia scrivere un articolo come autore ospite su un sito altrui in cambio di uno o più link al proprio sito – è una pratica molto diffusa per acquisire collegamenti verso il proprio sito web.

Possono anche essere collegamenti ottenuti a seguito di una collaborazione o di un’intervista pubblicata all’interno di un sito internet esterno.

Link a Jono Alderson intervistato da Roberto Serra.

Link a Jono Alderson intervistato da Roberto Serra

Affinché siano efficaci, i guest post vanno pubblicati su siti rilevanti per il proprio settore e di buona qualità, inserendo link utili e contestuali (ad esempio nella bio dell’autore o all’interno del testo, se appropriato).

Anche partecipare a interviste, podcast o collaborazioni editoriali può portare link di ritorno al proprio sito web.

Backlink da directory e profili

Iscrivere la propria attività in directory di settore, portali di aziende o creare profili su piattaforme professionali può fornire backlink al sito.

Ad esempio, essere presenti con un link sul profilo Google Business Profile, su directory locali (come Pagine Gialle online) o su siti di recensioni (TrustPilot, Yelp, ecc.) crea collegamenti in ingresso. Spesso sono di default “nofollow” ma sono comunque dei collegamenti utili.

Link dalla pagina del profilo aziendale di TrustPilot.

Link dalla pagina del profilo aziendale di TrustPilot

È importante scegliere directory autorevoli e pertinenti: una presenza in directory o elenchi di qualità contribuisce alla authority e alla legittimità del business.

Bisogna invece diffidare delle “link farm” o directory generiche di bassa qualità create solo per scopi SEO, che possono essere considerate spam (vedi sezione sui backlink tossici).

Backlink da forum, commenti e community

Includono link inseriti manualmente in post su forum, sezioni commenti dei blog, profili utente e simili.

Spesso questi backlink sono contrassegnati automaticamente come nofollow (per prevenire lo spam) e hanno un valore SEO molto limitato proprio perché è facile produrne in quantità.

Link da un commento su Reddit.

Link da un commento su Reddit

Partecipare a discussioni di settore con contributi utili può tuttavia portare click di utenti interessati (traffico referral) e far crescere la propria visibilità/reputazione.

L’importante è evitare di spammare link in modo indiscriminato: Google ignora o penalizza i pattern di link innaturali.

Backlink da comunicati stampa e PR

Quando un’azienda diffonde un comunicato stampa con notizie rilevanti, le testate o blog che riprendono la notizia spesso includono un link al sito dell’azienda.

Link da una testata autorevole del settore.

Link da una testata autorevole del settore

Questi backlink possono portare visibilità e traffico ma vanno usati con cautela: Google ha ridotto l’impatto SEO dei comunicati stampa “auto-promozionali” ricchi di link.

Occorre dunque pubblicare comunicati solo per annunci effettivamente newsworthy (es. lancio di un prodotto innovativo, evento importante) e limitare il numero di link presenti al suo interno per non incorrere nel rischio di essere assimilati a schemi di link building non naturali.

Come riconoscere un backlink di qualità

Non tutti i backlink hanno il medesimo impatto: un singolo link da una fonte autorevole e pertinente può valere più di centinaia di link da siti scadenti.

Google dà priorità alla qualità rispetto alla quantità dei collegamenti.

Ma quali caratteristiche deve avere un backlink per essere considerato di qualità?

Ecco i criteri principali.

Autorevolezza e affidabilità della fonte

I backlink provenienti da siti con elevata autorevolezza (authority) trasferiscono molta più link juice.

In linea di principio un link da un sito istituzionale o da una testata come ANSA o TRECCANI “pesa” molto di più di un link da un blog sconosciuto appena nato.

Questo concetto è formalizzato in metriche SEO come la Domain Authority (di Moz) o il Domain Rating (di Ahrefs), che stimano con un punteggio su scala logaritmica da 0 a 100 l’autorevolezza di un dominio basandosi anche sulla qualità/quantità dei suoi backlink.

Un backlink da un dominio con alto trust e rilevanza di settore trasmette al tuo sito maggiore credibilità agli occhi di Google (e degli utenti).

Rilevanza tematica

Conta molto che il sito che ti linka tratti argomenti affini ai tuoi.

Google valorizza i link contestualizzati in contenuti pertinenti. Ad esempio, un sito di scarpe da running che ottiene un backlink da un blog di fitness o da una rivista sullo sport beneficerà di un segnale più forte rispetto a un link proveniente da un sito su un argomento completamente diverso (es. pesca o finanza).

La pertinenza aiuta i motori di ricerca a capire che esiste coerenza tematica tra le pagine collegate, rafforzando la validità del voto.

Dunque, i backlink di qualità sono spesso contestuali: è bene che si trovino all’interno di un contenuto attinente e circondati da testo (chiamato anche surrounding text) rilevante e non in sezioni isolate o fuori contesto.

Anchor text naturale e descrittivo

L’anchor text è il testo cliccabile del link (es. le parole evidenziate in blu).

Un buon backlink in genere ha un anchor text esplicativo, attinente alla pagina di destinazione (es. il nome del brand o una keyword collegata al contenuto).

Ciò aiuta sia gli utenti sia Google a capire di cosa tratta la pagina linkata.

Tuttavia, è bene non forzare l’ottimizzazione dell’anchor text con sole parole chiave esatte: avere troppi backlink con anchor text “artificiali” o “manipolativi” pieni di keyword può insospettire Google.

Dal 2012 l’aggiornamento Google Penguin prende di mira proprio i profili link con anchor text manipolativi e innaturali, penalizzandoli.

Perciò è preferibile che i link verso il tuo sito abbiano anchor diversificate e realistiche (il nome del brand, l’URL, frasi correlate) invece di ripetere sempre la stessa parola chiave.

Collegamento “dofollow”

Come abbiamo spiegato solo i backlink senza attributi nofollow trasferiscono valore di ranking.

I backlink di qualità sono tipicamente link dofollow inseriti editorialmente all’interno di contenuti rilevanti.

La maggior parte dei link utili per la SEO rientra in questa categoria (link editoriali, citazioni su articoli, ecc.), mentre molti link di scarso valore sono nofollow (come quelli nei commenti, nelle press release, link sponsorizzati, ecc.).

Ovviamente non tutti i link possono né devono essere dofollow (ad esempio i link pubblicitari dovrebbero essere nofollow per rispetto delle linee guida di Google).

Ma quando analizzi il tuo profilo backlink, i link dofollow provenienti da fonti attendibili sono quelli che contribuiscono direttamente al miglioramento del ranking del tuo sito internet.

Diversità dei domini di provenienza

È preferibile avere backlink da più siti diversi piuttosto che tanti backlink tutti dallo stesso dominio.

Se il sito A ti linka 50 volte, dopo il primo link gli altri apporteranno benefici decrescenti.

Invece, ottenere 50 backlink da 50 siti differenti è molto più efficace perché dimostra a Google che il tuo contenuto è stato apprezzato in maniera diffusa sul web.

Studi di correlazione SEO hanno riscontrato che il numero di domini unici che linkano al tuo sito è fortemente correlato con il posizionamento su Google, più ancora del numero totale di backlink.

Un profilo di link “sano” ha dunque una buona varietà di fonti (blog, news, directory, ecc.), segno che la tua autorevolezza è riconosciuta da più voci indipendenti.

Ottenere backlink: strategie principali

Ottenere backlink di qualità richiede strategie di link building etico.

Alcuni backlink si ottengono in modo naturale grazie a contenuti di alto valore (ricerche, case study, infografiche) che altri siti scelgono di citare spontaneamente o tramite digital PR, mentre altri si costruiscono con attività di outreach contattando editori o blogger per proporre guest post o segnalare risorse utili.

L’obiettivo è acquisire collegamenti da siti autorevoli e pertinenti, evitando pratiche scorrette (come l’acquisto di link) che possono portare a penalizzazioni.

Ottenere backlink: strategie principali

Strumenti per l’analisi e il monitoraggio dei backlink
Esistono diversi strumenti per analizzare e monitorare i backlink di un sito (o dei suoi concorrenti).

La prima piattaforma SEO che ogni sito deve avere è Google Search Console: la fonte di informazioni e la piattaforma ufficiale di comunicazione tra editori e Google.

Pagina “link” di Google Search Console.

Pagina “link” di Google Search Console

Esistono poi altre piattaforme come le internazionali Ahrefs, Moz o Semrush che permettono di controllare il numero totale di link in ingresso, quanti domini differenti li citano, l’anchor text utilizzato, l’autorevolezza delle fonti e persino il tipo di collegamento (dofollow o nofollow).

In italia la migliore piattaforma SEO è SEOZoom.

Grazie a questi tool si può tenere traccia dell’evoluzione del profilo backlink nel tempo (proprio e dei competitor) e identificare nuove opportunità o eventuali problemi.

Backlink tossici e penalizzazioni

Si definiscono backlink tossici quei collegamenti in ingresso di bassa qualità o inseriti in modo artificiale che possono nuocere alla visibilità SEO di un sito.

Esempio di backlink tossici.

Esempio di backlink tossici

Google tende a ignorarne gli effetti ma un’eccessiva presenza di link spam può portare a una penalizzazione (manuale o algoritmica) da parte del motore di ricerca.

Queste penalizzazioni mirano ad annullare i tentativi di manipolare il ranking nelle pagine dei risultati di ricerca tramite link e possono causare un brusco calo di visibilità o persino l’esclusione del sito dai risultati di ricerca.

Backlink e intelligenza artificiale

La diffusione di motori di ricerca e chatbot con AI sta cambiando il modo di fruire le informazioni online.

Dalla modalità di ricerca generativa di Google (il nuovo “AI mode” basato sul modello Gemini) ai chatbot come ChatGPT, Claude e Perplexity, fino a modelli emergenti come DeepSeek e Qwen, il panorama si evolve costantemente.

Anche gli assistenti vocali come Alexa+ forniscono risposte sempre più articolate, supportate da grandi modelli di linguaggio (LLM) con capacità conversazionali più avanzate.

Queste interazioni si alimentano di contenuti del web e i backlink restano un segnale fondamentale di autorevolezza e fiducia per gli algoritmi: il loro ruolo – pur destinato a evolversi – continua a incidere sulla reperibilità (e visibilità) dei contenuti.

Esempio di backlink

Il tuo sito parla della vita di chi pratica snowboard.

Scrivi un articolo con annesso video riferito a quella tua straordinaria esperienza vissuta in condizioni estreme.

Burton o magari Redbull parlano nel loro sito della tua impresa e linkano la tua pagina.

Se mantenuto “follow”, vista la grande autorevolezza di brand come Burton e Redbull e l’attinenza dell’argomento, l’incremento di visibilità e credibilità è assicurato.

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