Se il tuo sito non compare nei risultati di ricerca, è come avere un negozio in una strada deserta: esiste, ma nessuno lo trova.
In un mondo sempre più connesso, con 5,64 miliardi di persone online (il 68,7 % della popolazione mondiale, dati DataReportal, aprile 2025), i motori di ricerca sono la principale fonte di scoperta per il 32,8% dei consumatori (fonte GWI, Digital 2025).
Quasi 2 utenti su 3 navigano attivamente per trovare informazioni, secondo il report Digital 2025 di We Are Social.
1 utente su 4 scopre nuovi brand direttamente sui siti web aziendali e 4 acquirenti su 5 ritengono che una piccola impresa senza un sito web non sia credibile.
In uno scenario sempre più affollato non è più sufficiente esserci. Per guadagnare visibilità, bisogna conquistare le prime posizioni nei risultati di ricerca.

Prime posizioni su Google
E se Google resta il punto di riferimento, nuovi strumenti come ChatGPT, Perplexity, Gemini e Claude stanno ridefinendo le dinamiche della brand discovery.
Come evitare di perdersi in questo oceano digitale?
Abbiamo scritto 25 consigli basati sulla nostra esperienza diretta nel marketing digitale per aiutarti a migliorare il posizionamento SEO e amplificare la visibilità del tuo brand.
Come migliorare il posizionamento su Google: 28 motivi che potrebbero impedirti di arrivare in prima pagina
La visibilità nei motori di ricerca è la capacità di un sito di emergere tra i risultati in serp per parole chiave pertinenti e soddisfare le esigenze degli utenti, generando traffico qualificato.
Hai difficoltà a posizionare il tuo sito su Google? Potrebbero esserci errori SEO che impediscono alle tue pagine di comparire tra i primi risultati.
Investi tempo ed energie nella creazione di contenuti utili. Se questi non compaiono nel tempo nei risultati di ricerca, è necessario rivedere diversi aspetti che incidono sul ranking.
Vediamo i possibili motivi che potrebbero influenzare il posizionamento del tuo sito web.
Problemi tecnici
Può bastare davvero poco per compromettere la visibilità aziendale sui motori di ricerca.
Basta un tag noindex per bloccare l’indicizzazione di una pagina e impedirle di comparire in Google.
Se vuoi approfondire l’argomento, in questo articolo approfondiamo le differenze tra scansione, indicizzazione e posizionamento.

Problemi seo di natura tecnica
Ora iniziamo con l’escludere i principali problemi tecnici che compromettono le tue pagine web.
Il primo può addirittura far sparire una pagina dai risultati di ricerca.
Accesso alla pagina bloccato
È possibile impedire ai motori di ricerca di accedere a risorse specifiche. Nella maggior parte dei casi è un’azione voluta dal webmaster ma, qualche volta, può capitare che inavvertitamente venga bloccato l’accesso ai bot dei motori di ricerca che scansionano il web.
✔ Cosa ti consigliamo
- Controlla il file robots.txt e verifica che non ci sia una regola Disallow che blocca la pagina.
- Accertati che la pagina non sia protetta da password o sotto cartelle private.
Problemi di indicizzazione
Per comparire in serp, una pagina deve essere preventivamente indicizzata. Se viene “comunicato” al motore di ricerca di non indicizzare una o più pagine (via noindex o intestazione HTTP), non saranno raggiungibili nemmeno agli utenti.
Altre volte, pur essendo tutto tecnicamente perfetto, un contenuto può semplicemente risultare non idoneo a guadagnare posizionamenti in prima pagina perché non è “qualitativamente” migliore degli altri già posizionati. In quel caso sarà opportuno valutare una revisione del contenuto.
✔ Cosa ti consigliamo
- Verifica che il tag “noindex”, supportato da motori come Google, non sia presente né nell’head della pagina, né nelle intestazioni di risposta http.
- Per verificare la corretta indicizzazione di una pagina, usa lo strumento “Controlla URL” di Google Search Console.
Link interni non ottimizzati
I collegamenti interni fra pagine servono sia ai bot che agli utenti. Collegare pagine tra loro pertinenti aiuta l’utente nella sua esplorazione – migliorando la user experience – e aiuta il bot a navigare tra le pagine e comprenderne meglio significati e gerarchie.
Anche i testi di ancoraggio sono preziosi perché indicano cosa troverà la persona (e ancora una volta anche il bot) una volta cliccato quel collegamento.
L’assenza di link che puntano ad una determinata pagina potrebbe significare che non è importante così come anchor text non rilevanti potrebbero addirittura risultare fuorvianti.
✔ Cosa ti consigliamo
- Analizza come sono interconnesse tra loro le pagine interne del tuo sito e verifica la presenza di pagine orfane, ovvero prive di link in entrata.
- Chiediti se i testi di ancoraggio (anchor text) sono chiari e coerenti o se è il caso di renderli più esplicativi.
SEO offsite: strategie per ottenere autorevolezza
Per aumentare realmente la visibilità del tuo sito, è fondamentale lavorare sulla SEO offsite, ovvero su tutte le attività che portano altri siti a citare o linkare il tuo.
✔ Cosa ti consigliamo
- Guest post su blog autorevoli e siti di settore.
- Digital PR: collaborazioni, interviste, partecipazione a eventi online.
- Directory di qualità e community tematiche.
- Creazione di contenuti unici che meritano di essere spontaneamente citati.
Evita pratiche rischiose come l’acquisto massivo di link o lo spam nei commenti: Google penalizza i comportamenti manipolativi. Dopo il rollout di maggio 2024, ulteriormente chiarito a novembre 2024, Google penalizza i contenuti di terzi usati in chiave “site-reputation abuse”.
Monitora regolarmente i backlink ricevuti con strumenti come Search Console o Ahrefs, così da individuare e gestire eventuali link tossici.
Ricorda: la qualità dei link conta molto più della quantità. Investire in relazioni digitali autentiche e durature farà la differenza nel lungo periodo.
Velocità di caricamento
Su piattaforma mobile, aumentare la velocità di caricamento di un sito web di vendita al dettaglio di 0,1 secondi, aumenta il tasso di conversione dell’8,4% (2020, fonte: Think with Google).
L’esperienza utente è sempre più importante. Per questo Google ha creato i Core Web Vitals: metriche che misurano tempi di caricamento (LCP), stabilità visiva (CLS) e interattività (INP).
Queste informazioni, raccolte attraverso il browser Chrome (note come Chrome UX Report o CrUX), impattano – seppur non in maniera significativa – sul ranking.
✔ Cosa ti consigliamo
- Verifica in Google Search Console attraverso l’apposito tab i dati.
- Se fossero insufficienti, puoi fare un primo test su Page Speed Insights di Google. Sarà un punto di partenza per capire dove puoi iniziare il processo di ottimizzazione.
Rendering
Una pagina è composta da tag HTML, fogli di stile CSS, immagini, javascript e altri elementi.
Quando GoogleBot arriva su una pagina, interpreta quelle informazioni e crea una rappresentazione visuale di quella pagina. Questo processo si chiama rendering.
Se Googlebot non riesce a “vedere” correttamente una parte di contenuto, ad esempio a causa di script bloccanti o risorse esterne, la “fotografia” che ne risulterà sarà incompleta, e la pagina potrebbe non posizionarsi come sperato.
✔ Cosa ti consigliamo
- Usa Search Console o il Test dei risultati avanzati per verificare come il crawler di Google visualizza la pagina.
- Evita di caricare script inutili e font non necessari.
- Verifica che parti importanti dei testi non vengano generate da Javascript in modo non indicizzabile.
MarkUp Schema.org
Ottimizzare il sito per Google passa anche per l’adozione dei dati strutturati.
Questo “vocabolario” aiuta i motori di ricerca a identificare chiaramente entità e catalogarle in modo corretto.
Ciò impatta sui posizionamenti, sulla capacità di rispondere alle query degli utenti in maniera più precisa ed aumenta la possibilità di apparire in posizioni privilegiate come i rich snippet, le faq o le ricette.
Sono informazioni standardizzate in un formato adottato da Google, Bing, Yandex, Pinterest e molti altri attori globali.
✔ Cosa ti consigliamo
- Puoi verificare la presenza di dati strutturati nelle tue pagine attraverso lo Schema Markup Validator.
- Integra i markup più rilevanti per il tuo settore (articoli, recensioni, prodotti, faq…).
- Chiedi al tuo esperto di fiducia di integrarli laddove assenti nel sito web. Sono preziosi.
Problemi di sicurezza
Durante la navigazione, ci sono continui scambi di dati tra utente e server.
Nato nel 1994 e oggi adottato nella maggior parte dei siti web, il protocollo HTTPS (acronimo di Hypertext Transfer Protocol Secure) è l’evoluzione del precedente HTTP, con l’integrazione di certificati SSL che servono a crittografare i dati inviati e ricevuti tra client (utente) e server.
In questo modo aumenta la protezione da attacchi hacker.
Dal luglio 2018 Google Chrome segnala come “Not secure” qualsiasi pagina che utilizza ancora HTTP non cifrato., scoraggiandone la permanenza.
✔ Cosa ti consigliamo
- Verifica che il tuo indirizzo mostri “https://” e che il certificato SSL sia valido.
- Migrare a HTTPS può offrire un leggero vantaggio seo e rassicura i visitatori sull’affidabilità del tuo sito.
Server sovraccarico
La maggior parte degli spazi che ospitano siti web sono come condomini dove convivono più nuclei sotto lo stesso tetto.
Quando vengono a trovarti due persone, va tutto bene. Quando però prevedi di ricevere duecento ospiti, hai bisogno di cambiare luogo e sceglierne uno tutto tuo.
Lo stesso accade sul server.
Se il server restituisce errori 5xx o tempi di risposta elevati, Googlebot riduce automaticamente la frequenza di scansione per non sovraccaricare il sito, finché le prestazioni non migliorano.
La stessa cosa accade coi visitatori.
Se il tuo server non è in grado di far accedere molte persone simultaneamente, anche Google eviterà di inviarti di traffico che non sei in condizione di accettare.
✔ Cosa ti consigliamo
- Verifica i tempi di risposta del tuo server iniziando con Page Speed Insights o Pingdom.
- Se i tempi di risposta sono lenti, valuta se è il caso di adottare uno spazio web più congruo alle tue esigenze.
Sitemap e robots.txt
Due elementi spesso trascurati per la corretta scansione di un sito sono la sitemap e il file robots.txt.
La sitemap XML elenca le pagine che desideri far trovare ai motori di ricerca.
Il file robots.txt fornisce istruzioni ai crawler su quali risorse scansionare (o ignorare). Una configurazione errata di questi strumenti può ridurre significativamente o azzerare i posizionamenti delle tue pagine.
✔ Cosa ti consigliamo
- Genera una sitemap dinamica in modo che si aggiorni automaticamente ogni volta che aggiungi o rimuovi contenuti. Se usi un CMS come WordPress, puoi affidarti a plugin come Yoast SEO o Rankmath.
- Invia la sitemap a Google Search Console: assicurati che l’URL della sitemap sia corretto e aggiorna regolarmente il file se modifichi la struttura del sito.
- Controlla il file robots.txt: verifica che non ci siano regole “Disallow” che bloccano sezioni fondamentali del sito. Uno slash di troppo può inavvertitamente impedire la scansione di intere cartelle.
- Usa Search Console: ispeziona una pagina per vedere se viene bloccata da istruzioni presenti nel tuo robots.txt e intervieni tempestivamente in caso di errori.
Problemi di contenuti che non si posizionano su Google
Capita di frequente che una pagina abbia un problema di “qualità” per cui il motore di ricerca la reputa poco utile, quindi non la valorizza. Attorno al concetto di qualità ci sono molte interpretazioni ma esistono anche aspetti più oggettivi che non permettono di posizionare un sito nelle prime pagine.

Problemi seo coi contenuti
Intento di ricerca non intercettato
L’utente vuole sentirsi capito e non vuole perdere tempo. Se dovesse cercare “ricetta torta al cioccolato”, si aspetterà delle istruzioni mentre nel caso di “libro ricetta torta al cioccolato”, avrà un intento più commerciale.
Più l’utente pensa “è proprio ciò che stavo cercando”, più il search intent vuol dire che è stato intercettato, maggiori saranno le possibilità di accompagnare l’utente a conversione.
✔ Cosa ti consigliamo
- Analizza i competitor che si posizionano in prima pagina e fai un confronto tra gli argomenti che tratti tu e quelli che trattano loro.
- Osserva quanto velocemente ed efficacemente rispondi all’esigenze e se è il caso di aggiornare/integrare informazioni utili all’utente.
- Suddividi le query in base all’intento (informazionale, commerciale, transazionale) e prepara contenuti specifici.
Problemi di cannibalizzazione
La cannibalizzazione si verifica quando più pagine dello stesso sito competono tra loro per posizionarsi nel motore di ricerca attraverso lo stesso set di parole chiavi.
Talvolta nasce da calendari editoriali confusi o dalla convinzione che moltiplicare pagine identiche aumenti le probabilità di posizionamento.
In entrambi i casi è quasi sempre un auto-sabotaggio.
Quando accade, il motore di ricerca tende a prediligere una pagina a scapito dell’altra (o delle altre). Altre volte non ne valorizza nessuna.
✔ Cosa ti consigliamo
- Pianifica i contenuti in un calendario editoriale, scegliendo temi e periodi con anticipo, evitando duplicazioni tematiche.
- Se due pagine trattano lo stesso argomento, valuta la possibilità di unirle in un unico contenuto più completo.
- In casi specifici, utilizza il tag “canonical” per indicare a Google qual è la pagina principale (e sperare che ti ascolti).
Formato del contenuto
Ottimizzare il sito per Google non vuol dire solo pubblicare contenuti utili. Significa anche presentarli attraverso i media giusti. Non basta più scrivere un testo e pubblicarlo.
Alcune SERP premiano i video, altre le immagini, altre ancora le FAQ o i caroselli.
Studia il formato che Google mostra in cima ai risultati: potresti scoprire che una video-guida funziona meglio di un testo lungo.
✔ Cosa ti consigliamo
- Analizza i risultati dei competitor per stabilire i media più funzionali da adottare.
- Fai un’analisi costi/benefici per valutarne la fattibilità.
Scarsa ottimizzazione
Un’immagine pesante, un url inadatta o la ripetizione di keyword possono condizionare negativamente la seo della tua pagina. A volte basta davvero poco per migliorare il rendimento e uscire dalle sabbie mobili.
✔ Cosa ti consigliamo
- Verifica title, description e tag heading affinché siano coerenti con la query per cui miri a posizionarti.
- Ottimizza le immagini in formati migliori come AVIF, WEBP o SVG.
- Evita la ripetizione della parola chiave (keyword stuffing in gergo).
- Osserva sempre con spirito critico la pagina.
Unicità
Un aspetto fondamentale che gravita attorno alla parola “utilità” è la sua esclusività.
Basta chiedersi: perché la mia pagina dovrebbe essere tra i primi su Google se parlo delle stesse ose di cui già parlano altri da prima di me e più autorevoli di me?
✔ Cosa ti consigliamo
- Offri una prospettiva personale.
- Tocca aspetti che i competitor non hanno trattato, aggiungendo dati o informazioni provenienti da fonti affidabili.
- Parla della tua esperienza relativamente a come hai risolto un determinato problema.
- Non copiare mai: evita contenuti duplicati o parafrasi di articoli di terzi.
Lingua
Un errore comune che riscontriamo spesso nelle nostre consulenze è il credere che oltreconfine basti sviluppare una versione del sito web in inglese per raggiungere chiunque e intercettare clienti dall’Alaska al Nuovo Galles del sud passando per la Svezia.
In realtà ci sono almeno due barriere che non vengono considerate ma che sono molto importanti:
- non è detto che fuori dai confini nazionali tutti gli utenti parlino la lingua inglese (e che si sentano a loro agio nell’effettuare transazioni),
- molte volte non basta tradurre un testo ma è necessario contestualizzarlo in base alla lingua, alla cultura ed alla prospettiva dell’altra nazione.
✔ Cosa ti consigliamo
- Se ricevi molte richieste o sai che c’è un crescente interesse nei confronti della tua offerta da parte di cittadini francesi, ad esempio, prevedi una versione che parla la loro lingua come loro la parlano.
- Imposta i tag hreflang correttamente per ogni variante linguistica.
I contenuti dei competitor sono migliori
Fa male, ma a volte è così. Altre volte no ma dobbiamo farcene una ragione comunque.
Sono tanti i segnali che vengono analizzati nel determinare la bontà di un contenuto.
A volte è semplicemente troppo “povero”. Un cosiddetto “thin content”. Oppure non è aggiornato da tempo.
Se è importante per il tuo business posizionare quella pagina, rivedila, aggiornala e testa continuamente.
✔ Cosa ti consigliamo
- Fai una rapida analisi comparativa (SERP analysis) per capire in cosa eccellono i competitor (completezza, struttura, aggiornamenti).
- Migliora i tuoi contenuti aggiornandoli con esempi pratici, statistiche, immagini e video.
- Se un argomento è affrontato da competitor con articoli lunghi e approfonditi, non proporre una versione più “povera”: punta a superarlo in accuratezza.
- Mantienili, soprattutto quelli più strategici, aggiornati.
Meta title e meta description
Il meta title e la meta description sono la “vetrina” che gli utenti vedono in SERP.
Il titolo deve essere chiaro e incisivo. Deve far capire all’utente subito cosa offri ed essere accompagnato da una descrizione ben scritta che stimola il clic, migliorando il CTR (Click-Through Rate). Ricorda che la meta description non è un fattore di ranking diretto. Usala per anticipare in modo persuasivo il contenuto della pagina di destinazione.
✔ Cosa ti consigliamo
- Sii conciso: non superare i 60 caratteri per il title e i 155 per la description.
- Front-load della keyword: posiziona la parola chiave principale all’inizio del titolo, quando possibile.
- Invoglia con una promessa (che manterrai): nella description spiega perché l’utente dovrebbe cliccare proprio sul tuo risultato.
- Evita duplicati: ogni pagina ha il proprio title e description unici.
Local SEO
Se la tua attività ha una sede fisica o opera in un territorio specifico, la Local SEO può fare la differenza.
In questo ambito, Google Business Profile (ex Google My Business) e le citazioni NAP (nome attività, indirizzo e telefono devono essere in ogni punto di contatto sempre coerenti tra loro) sono fondamentali per apparire nei risultati delle ricerche “vicino a me”.

Local search marketing
✔ Cosa ti consigliamo
- Completa il profilo Google Business Profile con orari, categorie, foto, post e risposte alle recensioni. I dettagli aumentano la fiducia.
- NAP (Name, Address, Phone): assicurati che su sito, directory e social i dati siano sempre scritti allo stesso modo. Qualsiasi discrepanza può generare confusione e penalizzare la presenza locale.
- Recensioni: invita i clienti soddisfatti a lasciare un feedback. Più recensioni positive ricevi, maggiori sono le possibilità di essere in evidenza.
- Geolocalizza i contenuti: se scrivi post sul blog, specifica la zona di riferimento (es. “Consigli per ristoranti a Schio, Vicenza”) per intercettare ricerche localizzate.
Problemi di credibilità e brand reputation
Puoi avere un codice che funziona come un orologio svizzero ed un contenuto ben fatto ma spesso non basta. Devi essere un esperto affidabile della materia affinché ciò che dici sia effettivamente utile a chi sta cercando di risolvere un problema. Google valuta numerosi segnali per capire se può “fidarsi” di ciò che scrivi: link in entrata, autorevolezza del dominio, menzioni e giudizi degli utenti.

Problemi di posizionamento per affidabilità e notorietà
Vediamoli nel dettaglio.
Link (menzioni e citazioni)
I link che da un sito puntano al tuo sito (backlinks) e le menzioni del tuo brand su altri siti sono tra i segnali più forti che Google utilizza per valutare la reputazione e l’autorevolezza di un sito.
Un backlink è un collegamento ipertestuale che da un altro sito punta al tuo, mentre una menzione è una semplice citazione del tuo brand, anche senza link diretto.
Entrambi rappresentano “voti di fiducia”: più ricevi segnali da fonti affidabili e pertinenti, più il tuo sito sarà percepito come autorevole sia dai motori di ricerca sia dagli utenti.
La qualità di questi segnali è decisiva: un singolo link da una fonte riconosciuta può avere più peso di decine da siti poco noti o irrilevanti.
✔ Cosa ti consigliamo
- Talvolta, soprattutto per parole chiave altamente competitive, servono citazioni che confermano la bontà di una risorsa.
- Punta su collaborazioni genuine e contenuti talmente utili da meritare menzioni e citazioni spontanee.
- Monitora i backlink che ricevi con strumenti di monitoraggio come Search Console, AhRefs o SemRush.
E-E-A-T
E-E-A-T è un acronimo che sta per esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness).
Pur non essendo un fattore di ranking diretto, è un insieme di linee guida che Google utilizza per valutare la qualità e la credibilità dei contenuti.
Con la diffusione incontrollata di contenuti generati dall’intelligenza artificiale in maniera approssimativa ai soli fini di rankare sui motori di ricerca, Google ha introdotto nel 2022 la seconda “e” ovvero ciò che manca all’IA: l’esperienza.
Questo aspetto è una discriminante tra contenuti di valore e contenuti di bassa qualità. E ciò impatta sulle persone… e sui posizionamenti.
Soprattutto in settori delicati come salute o finanza (che rientrano nel segmento in assoluto più delicato chiamato YMYL – Your Money Your Life ) occorrono fonti e autori affidabili, con esperienza reale e certificata nel campo.
✔ Cosa ti consigliamo
- Mostra che ogni contenuto è creato da esperti con esperienza diretta nel settore in cui operi.
- Quando possibile, linka risorse da parte di entità autorevoli capaci di confermare la bontà delle tue dichiarazioni.
- Mantieni aggiornate le informazioni, soprattutto se nel tuo settore le informazioni cambiano con una certa frequenza (le normative, ad esempio).
Anzianità del dominio
Un nome a dominio che nasce oggi ha una strada in salita da affrontare che un nome a dominio registrato 30 anni fa non ha.
Chiaramente la sua storia, eventuali penalizzazioni subite, argomenti trattati e citazioni ricevute oltre alla reputazione costruita hanno un impatto significativo.
✔ Cosa ti consigliamo
- Sonda la possibilità di acquistare un dominio in marketplace affidabili come Sedo o Godaddy.
- Controlla sempre la “storia” di un dominio (con strumenti tipo Wayback Machine) prima di acquistarlo.
- Se parti da zero, come è capitato a tutti, sappi che nella maggior parte dei casi nei primi 6 – 12 mesi è normale non avere una grande visibilità sui motori di ricerca. Sii costante e paziente.
Social signal
Pur non essendo un fattore diretto di ranking, la diffusione dei tuoi contenuti sui social media può influenzare il tuo traffico e, indirettamente, il posizionamento.
Immagina di avere un profilo, un gruppo o una pagina con molti collegamenti. Nel momento in cui condividi un aggiornamento e la tua fanbase esce dal canale social, si dirige sul tuo sito e compie delle azioni sul tuo sito, Google registra questi segnali di interesse che rientrano – quelli sì – nei fattori di ranking.
Ecco perché i social sono un elemento di ranking indiretto.
✔ Cosa ti consigliamo
- Sia la scoperta di nuovi brand che il processo di fidelizzazione passano attraverso i social media. È quasi sempre opportuno che ci sia.
- Coltiva relazioni interagendo nei commenti e nei DM con costanza nel tempo.
- Presidia soprattutto le piattaforme dove i tuoi clienti ideali si collegano di più e pensa ad ispirarli.
Reputazione
Come nelle relazioni umane, anche nel digitale e nei posizionamenti organici la brand reputation gioca un ruolo fondamentale.
Avere un punteggio medio basso su Google e su altri portali come TrustPilot, Booking, Yelp o Facebook può impattare negativamente sia sul ranking che sulle scelte degli utenti di procedere.
✔ Cosa ti consigliamo:
- Scegliere di non esserci non è la via.
- È curare la propria immagine attraverso azioni di brand reputation management monitorando e gestendo fasi critiche come una recensione negativa o falsa.
- Monitora siti di recensioni, blog, siti di settore e social media e rispondi alle critiche in modo tempestivo e professionale.
Problemi esterni che impattano sui posizionamenti seo
Quando il tuo sito è stato analizzato da cima a fondo, esistono ancora fattori esterni che possono influenzare il posizionamento.

Problemi di ranking seo offsite
In alcuni casi, dipendono da Google e dalle sue politiche; in altri, dalla competizione serrata nel tuo settore.
Aggiornamenti algoritmici
Fino a qualche anno fa, nell’arco di 12 mesi venivano rilasciati pochi aggiornamenti importanti.
Da metà novembre a metà dicembre 2024, Google ne ha rilasciati 3 (due core update ed uno spam update). Tanti altri “minori” – è opinione diffusa tra esperti – non vengono nemmeno dichiarati da Google Search Central.
Il quotidiano britannico “The Sun”, tra gli esempi più clamorosi, nel 2024 ha perso il 50% del traffico organico.
✔ Cosa ti consigliamo
- La volatilità delle serp negli ultimi mesi ci sta abituando ad altalene continue. Niente panico e niente scorciatoie.
- Se da un lato ciò non può diventare un alibi per scaricare le colpe sull’aggiornamento, dall’altra parte è vero che si può essere colpiti da un aggiornamento oggi e recuperare 6 o 12 mesi dopo il maltolto.
- Serve analisi continua e monitoraggio da parte di un consulente seo come facciamo in Ingigni coi nostri assistiti per individuare se, quando e cosa è meglio fare nei singoli casi.
Azioni manuali
Sempre più rare ma possibili. Quando vengono violate le regole della policy di Google, è possibile che un sito perda enormi quantità o la totalità dei posizionamenti guadagnati.
Ciò può dipendere da una moltitudine di fattori che gravitano quasi sempre nel perimetro della black hat seo.
✔ Cosa ti consigliamo
- Puoi verificare eventuali azioni manuali attraverso l’apposito tab in Google Search Console.
- Nel male, in quel caso, la buona notizia è che sai dove iniziare ad intervenire per risolvere il problema.
- Sistemati gli errori, sarà possibile inviare una richiesta di riconsiderazione a Google.
Scenario competitivo
Esistono numerose metriche coniate da altrettanti esperti e brand di settore. Purtroppo non tutto si può misurare.
Il settore nel quale operi è una di quelle metriche non misurabili in maniera chirurgica.
Il settore del digital marketing ha un livello di competizione decisamente superiore alla manutenzione delle piscine, ad esempio. O il settore dei viaggi ha uno scenario competitivo ben più forte della tolettatura per animali.
Ecco perché in base al contesto nel quale operi, alla stagionalità e ad altri fattori è necessario studiare un’apposita strategia.
✔ Cosa ti consigliamo
- Se l’obiettivo è emergere in breve tempo, affianca alla SEO strategie di advertising (Google Ads, Facebook Ads) o altri canali di acquisizione.
- Non sempre la seo è la soluzione. Se, ad esempio, stessi organizzando un evento che avverrà tra sei mesi e che non prevedi diventi periodico, probabilmente la seo non è la prima strategia di marketing digitale adatta ai tuoi obiettivi di business.

Problemi di posizionamento per affidabilità e notorietà
Affidarsi a un professionista SEO
Se il tuo sito non compare su Google, sfrutta questa guida per aumentare la visibilità dei tuoi posizionamenti organici.
Dal rilevamento di errori seo alle opportunità di ottimizzazione da più angolazioni, qui trovi molte risposte che potranno aiutarti a migliorare il ranking del tuo sito.
Essere visibili sui motori di ricerca è fondamentale per intercettare persone alla ricerca attiva di una soluzione ai loro problemi. E la quasi totalità delle conversioni si consuma nella prima pagina di Google.
Se ne dovessi sentire il bisogno, Ingigni è un’agenzia seo in grado di supportarti dall’analisi all’ottimizzazione di siti Internet per farsi trovare su Google, i motori di ricerca e i chatbot basati su intelligenza artificiale come ChatGPT.