Acquisire buoni backlink è una delle attività più importanti di una strategia SEO off-page, nota anche come link building.
Di seguito vedremo alcune delle principali strategie (white-hat) per ottenere backlink in maniera efficace e naturale.
Cosa sono i backlink e perché sono importanti per la SEO
Un backlink è un collegamento da un sito web al tuo. Può essere un testo (anchor text), un’immagine o un’icona: se è un punto cliccabile che da un sito porta a un altro sito, è un backlink.
Nel nostro glossario del marketing trovi un approfondimento sui backlink e la loro natura.
Ogni volta che un sito web linka un altro sito web, esprime un voto di fiducia verso il destinatario, qualificandolo.

Rappresentazione di un backlink
Durante una consulenza capita spesso di fare un parallelismo che aiuta a capire quanto siano importanti i backlink nella SEO: le relazioni umane.
Immagina di voler acquistare un’auto nuova. Trattandosi di un investimento che non si fa tutti i giorni, cerchi qualcuno di cui poterti fidare in grado di indirizzarti su brand, caratteristiche e agevolazioni adatti alle tue esigenze.
Uno dei primi passi che farai sarà parlarne con qualcuno di cui ti fidi. Magari un familiare o un amico appassionato.
Tanto più riconoscerai a questa persona delle competenze che sai di non avere, tanto più sarai portato a dargli credito.
Se poi questa persona oltre ad essere competente, è anche un meccanico d’esperienza, allora il valore del suo consiglio assume una valenza superiore.
Con i backlink accade la stessa cosa.
Proprio come nelle relazioni umane, più la fonte che ti cita è autorevole e riconosciuta nel tuo settore, maggiore sarà l’impatto positivo sulla tua reputazione.
E naturalmente, un numero maggiore di ‘raccomandazioni’ (backlink) da fonti diverse aumenterà esponenzialmente la tua rilevanza e autorevolezza, sia agli occhi delle persone che dei motori di ricerca.
I benefici concreti della link building
Ma a cosa serve, in pratica, costruire una rete di backlink di qualità? Il valore non è solo teorico ma si traduce in risultati tangibili per la tua attività online.
Un profilo di link solido funge da moltiplicatore perché:
- Aumenta l’affidabilità: ogni link da una fonte “autorevole” è un voto di fiducia. Più ne ricevi, più gli utenti e Google tenderanno a fidarsi della tua esperienza.
- Migliora il posizionamento: per superare i concorrenti non basta avere contenuti eccellenti; hai bisogno di una “raccomandazione” esterna (un backlink) che ne certifichi il valore. Ciò serve ad aumentare l’autorevolezza del tuo dominio.
- Incrementa il traffico organico: un miglior posizionamento si traduce in maggiore visibilità e, di conseguenza, in un aumento costante del traffico qualificato che arriva direttamente dai motori di ricerca inclusi link nofollow dai social che veicolano traffico referral e rafforzano il E-E-A-T.
- Genera opportunità: i link ben posizionati intercettano visitatori con un’alta intenzione di conversione, trasformando la visibilità in lead e opportunità di ricavi.
Vediamo ora, nel rispetto delle linee guida di Google, come si possono ottenere backlink di qualità. Le strategie che seguono sono autonome e possono essere adottate singolarmente o in combinazione, a seconda delle tue esigenze.
Creazione di contenuti di valore (link earning)
Il metodo più solido per ottenere backlink è realizzare contenuti così utili, originali e interessanti che altri siti vorranno spontaneamente linkarli.
Pubblicare guide approfondite, ricerche con dati inediti, infografiche accattivanti, video tutorial o anche tool gratuiti può attirare menzioni e collegamenti nel tempo.
Anche la pubblicazione di raccolte di statistiche o dati originali così come sondaggi e report può rendere i tuoi contenuti particolarmente attraenti per chi cerca fonti da citare.

Report Digital 2025 di We Are Social
Più il tuo contenuto risolve problemi o offre informazioni inedite, di qualità superiore, maggiori saranno le probabilità che venga citato come riferimento. Questo concetto segna la linea di confine tra un contenuto come tanti e una risorsa come poche.
Questo approccio – chiamato link earning – richiede energie nel content marketing ma è il modo migliore per attrarre backlink organici di ottima qualità e crescere in autorevolezza.
Guest post e contributi su altri siti
Il guest blogging (o guest posting) è una pratica diffusa per presentarsi a nuovi pubblici e/o rafforzare la propria presenza e rafforzare la propria Brand Authority.
Consiste nel fornire articoli o contenuti a siti terzi (blog, magazine di settore) con l’obiettivo primario di aumentare la visibilità e il traffico referenziale. In cambio, è prassi che l’autore ottenga uno o più link (spesso nella bio o nel testo, ove funzionale).

Esempio di sito che offre guest post
Attenzione: se l’unico scopo del guest post è manipolare il ranking tramite l’acquisizione massiva di link, l’attività può essere considerata uno schema di link e subire delle penalità da Google.
È fondamentale selezionare siti partner rilevanti e proporre contenuti originali e utili che arricchiscano davvero il sito ospitante ed il suo pubblico.
Valuta anche la possibilità di collaborare per interviste o round-up di esperti.
I contributi ben fatti portano benefici reciproci: il sito ospitante arricchisce il suo repertorio, l’autore guadagna credibilità e traffico qualificato, e un eventuale link sarà un risultato naturale e legittimo.
Digital PR e menzioni stampa
Interagire con giornalisti, blogger e creator del proprio settore può fruttare citazioni e backlink editoriali su testate e blog autorevoli.
Puoi inviare comunicati stampa quando hai notizie interessanti (nuovi prodotti, eventi, risultati di ricerche) che possono essere riprese da altri media; puoi anche rilasciare un’intervista o firmare un articolo su una testata.

Pagina di Wired Italia con articolo su Pausetiv
Anche organizzare eventi, webinar o partecipare come relatore a conferenze può portare il tuo sito ad essere linkato nei resoconti o nelle pagine dei partner.
L’obiettivo è ottenere copertura mediatica e citazioni autorevoli che accrescano la tua authority online anche se i backlink non sono sempre garantiti. Ma, soprattutto quando la testata è autorevole, anche la sola menzione va benissimo.
Testimonianze e recensioni
Un metodo spesso sottovalutato ma estremamente efficace per ottenere backlink è lasciare testimonianze o recensioni a prodotti, servizi o tool che utilizzi realmente nel tuo lavoro.
Molte aziende e piattaforme digitali sono costantemente alla ricerca di feedback autentici da mostrare sul proprio sito web (meglio ancora quando il testimonial è una figura con una sua autorevolezza nel campo ma non è una conditio sine qua non).
In cambio è prassi diffusa inserire una citazione dell’autore della recensione includendo spesso un collegamento ipertestuale (link) al tuo sito personale o aziendale.

Testimonianza di un consulente sulla piattaforma Sistrix con link
Questa linea di condotta produce backlink generalmente sicuri, altamente contestuali e provenienti da domini autorevoli nel tuo settore.
È importante, tuttavia, verificare la natura del link: assicurati che sia “dofollow” (quindi un vero voto di fiducia che trasferisce link juice), poiché, sebbene i link “nofollow” in contesti di alta qualità contribuiscano comunque all’autorevolezza del tuo Brand, non influiscono direttamente sul ranking.
Listing su directory e portali di settore
Registrare la tua attività su directory e piattaforme rilevanti può garantire backlink utili e consolidare la tua presenza digitale.
Assicurati di completare profili su servizi fondamentali (Google Business Profile, LinkedIn per aziende/B2B, siti di recensioni per il tuo settore, marketplace o repository se offri software, ecc.).

Pagina di TrustPilot con link al sito web
Cerca inoltre directory specializzate nella tua nicchia (ad esempio, elenchi di fornitori, associazioni di categoria, registri) e inserisci il tuo sito come nel caso degli educatori cinofili che vedi qui sotto.

Elenco educatori cinofili con link
Questi backlink spesso sono nofollow e hanno un impatto SEO diretto basso o nullo ma contribuiscono alla brand awareness online e a portare traffico qualificato verso il tuo sito internet.
E ciò ha un impatto indiretto sui tuoi posizionamenti.
Evita invece iscrizioni indiscriminate su directory di bassa qualità non pertinenti (spam directories), che possono fare più male che bene.
Attività sui social media e community
Pur non incidendo direttamente sul ranking (la maggior parte dei link dai social network è nofollow), la presenza attiva sui social può aiutare indirettamente la tua strategia di backlink.
Condividere i tuoi contenuti su piattaforme come Facebook, Twitter (oggi “X”), LinkedIn, ecc. aumenta le chance che questi vengano scoperti e magari linkati da blogger o giornalisti.
Partecipa anche a community online (forum di settore, gruppi Facebook/LinkedIn, Reddit, Quora) dove puoi offrire consigli utili e, quando pertinente, citare risorse dal tuo sito.

Post con link al sito web in un gruppo su Facebook
Anche la condivisione di contenuti su canali come YouTube, SlideShare o profili Medium può generare backlink aggiuntivi oltre a favorire la scoperta da parte di nuovi utenti.
L’obiettivo non è “spammare” link ma costruire reputazione: col tempo, un brand riconosciuto come esperto avrà più opportunità di essere menzionato e linkato naturalmente da altri.
Analisi dei backlink dei competitor
Un approccio strategico è studiare il profilo backlink dei tuoi concorrenti per individuare fonti dalle quali anche tu potresti ottenere un link.
Esistono vari strumenti SEO che permettono di vedere il profilo dei backlink dei tuoi competitor. Tra i più popolari (a pagamento) ci sono Ahrefs, Moz e Majestic.

Schermata di AhRefs sui backlink migliori di un sito web
Potrai così scoprire che il sito del tuo concorrente XY ha un link da un certo blog o directory – a quel punto potresti provare a ottenere anche tu un link su quella fonte (magari proponendo un guest post, segnalando il tuo contenuto, iscrivendoti a quella directory, ecc.).
Questa competitor backlink analysis aiuta a non “reinventare la ruota” e a trovare opportunità di link building già sfruttate con successo da altri.
Naturalmente, punta solo a siti di qualità che abbiano senso per il tuo business.
Broken link building
La Broken Link Building è una strategia SEO che consiste nell’individuare link non funzionanti (che restituiscono un errore 404) su siti web terzi, per poi proporre ai webmaster di sostituire quel link “rotto” con uno funzionante che punti a un contenuto del tuo sito.
È una pratica di link building white-hat ovvero rispettante le linee guida di Google.
Spesso però le email alla ricerca di link in ingresso hanno un punto debole: chiedono ma non offrono.
Quale guadagno ha un perfetto sconosciuto a linkare il tuo sito? Su questa domanda, molti cadono.
La broken link building ribalta il paradigma perché invece di chiedere un favore, offre una soluzione a un problema concreto.
Chiaramente devi avere un tuo articolo o del materiale linkabile da suggerirgli altrimenti la strategia non starebbe in piedi.
Avere una o più pagine “non trovate” nel proprio sito web significa perdere potenziali clienti e sprecare il crawl budget (il tempo che il motore di ricerca dedica alla scansione del sito) su pagine inutili, ritardando l’indicizzazione di nuovi contenuti.
Per questo motivo, informare il ricevente di un problema che ha – e che probabilmente non sapeva di avere – e proporgli una soluzione pronta all’uso può essere l’inizio di una proficua relazione per entrambi.
Moving man method
Ogni 60 secondi nascono oltre 120 nuovi siti web eppure oltre l’80% dei siti presenti in rete sono inattivi.
I cambiamenti in rete possono essere repentini. Ci sono aziende che fanno rebranding, interrompono servizi, migrano o si fondono. Oppure chiudono.
I link, invece, rimangono.
Individuare siti che rispondono a queste caratteristiche può rivelarsi una miniera d’oro perché facendo reverse engineering è possibile intercettare i brand che linkano a queste entità divenute obsolete e proporgli contenuti migliori, aggiornati e – soprattutto – raggiungibili.
Per scovarli monitora attivamente le notizie di acquisizioni e i fallimenti nel tuo settore. Puoi anche usare la WayBackMachine; ti aiuterà a verificare se un dominio è stato abbandonato.
Questa tecnica, come quella “skyscraper” è stata ideata da Brian Dean, fondatore di Backlinko e riconosciuto esperto SEO internazionale.
Per trovare i siti che linkano questi “zombie digitali” puoi utilizzare strumenti di backlink analysis gratuiti come quelli offerti da AhRefs, Ubersuggest o SeoReviewTools.
Una volta individuate le entità obsolete, segui questi step:
- Ricerca i backlink verso di esse.
- Crea risorse sostitutive rilevanti.
- Contatta e informa i webmaster.

Tecnica Moving Man Method di Brian Dean
N.B. non esistono strumenti in grado di rilevare TUTTI i backlink che un dominio riceve. Per questo motivo conviene sempre utilizzarne più di uno.
Il Moving Man Method si concentra su opportunità esistenti mentre la Skyscraper Technique parte dalla creazione di contenuti superiori, aspetto che vediamo nel prossimo paragrafo.
Tecnica Skyscraper
La Skyscraper Technique nasce da un’intuizione di Brian Dean e dalla naturale tendenza umana a migliorare l’esistente: come James Watt non avrebbe rivoluzionato la macchina a vapore senza il lavoro di Thomas Newcomen, o Alessandro Volta non avrebbe generato corrente elettrica continua senza gli esperimenti di Luigi Galvani, così l’approccio Skyscraper costruisce qualcosa di migliore partendo da ciò che esiste già.
Nel contesto SEO, la Skyscraper Tecnique applica questo principio al marketing dei contenuti mirando a elaborare una versione migliore di quella spesso ritenuta dai vari player la “migliore”.
Il nome della tecnica SEO, infatti, si rifà al motto: “Il grattacielo più alto del mondo è quello che cattura l’attenzione”.
Individua una risorsa linkata da molti (quindi ritenuta attendibile) e investi energie nel crearne una migliore.
Integra dati aggiornati, infografiche più accattivanti, riferimenti a studi recenti, test sul campo o report di ricerca esclusivi che hai effettuato e condividila con le fonti che linkano il contenuto originale.
In questo modo le informi che esiste qualcosa di migliore, che può offrire ai loro lettori informazioni più pertinenti e di maggiore qualità.
Strategie sofisticate come questa possono dare ottimi risultati ma richiedono tempo e abilità nell’analisi.
Da menzione a citazione
Una menzione è un espresso riferimento al tuo brand privo di un collegamento ipertestuale (link) attivo e cliccabile.

Esempio di menzione
Capita spesso che un sito web parli di te senza linkare una pagina del tuo sito. Individuare queste fonti e contattarle, chiedendo loro di linkarti costa poco a te e a loro, poiché si tratta semplicemente di rendere cliccabile un riferimento già esistente, migliorando così l’esperienza del loro lettore.
Per individuare queste menzioni sfrutta servizi gratuiti come “Google Alerts” o “Talkwalker Alerts“. Con maggiori funzionalità, a pagamento, c’è Mention.
Puoi anche effettuare delle ricerche in Google e scovare in autonomia menzioni senza link.
Digita nella barra di ricerca: "nome del tuo brand" -site:www.iltuosito.com.
In questo modo, attraverso l’operatore “site” stai dicendo a Google di prospettarti tutti quelli che ti menzionano (il nome del tuo brand tra virgolette), ad esclusione del tuo sito web.

Esempio d’uso dell’operatore “site”
Fatta questa cernita sarà facile per te trovare i siti che parlano di te e contattare i webmaster chiedendogli gentilmente se possono aggiungere un link che punta al tuo sito web. Un’operazione che in linguaggio tecnico si chiama anche link reclamation.
N.B. Anche senza link, le menzioni rafforzano i segnali E-E-A-T (Expertise, Experience, Authoritativeness, Trustworthiness) ai motori di ricerca, rendendo il tuo brand più autorevole con citazioni frequenti online.
Non sempre serve trasformare ogni menzione in link – questa sensibilità viene con dati e esperienza sul campo.
Best practice e errori da evitare
Ci vuole tanto per creare risorse utili e ci vuole pochissimo per vanificare le energie spese.
In questo paragrafo ti suggerisco diversi aspetti da attenzionare per rendere proficui i tuoi sforzi attraverso best practice consolidate.
Etica e qualità del link (cosa vuole Google)
- Non acquistare backlink. L’acquisto di backlink finalizzati alla manipolazione del ranking va contro le regole di Google ed è soggetto al rischio di penalizzazioni manuali.
- Una link building naturale non è fatta di soli domini di altissima qualità. È bene che ce ne siano di ottimi e di più umili.
- Domain authority sì, ma con criterio. Un buon link deve essere rilevante prima di essere potente: è molto meglio un link da un blog di nicchia del tuo settore che uno da un sito generico con Domain Authority altissima.
- Esistono backlink di qualità e backlink tossici. Se non sei un professionista della materia, diffida di default da chi ti propone link in vendita. Nel tempo possono rivelarsi un boomerang che comporterà costi importanti per sbloccare le azioni manuali attuate da Google.
- Evita domini con un alto livello di spam score (la MozBar è gratuita e utilissima).

MozBar che mostra le metriche di autorevolezza di un sito web
Anchor text e schemi da evitare
- Prediligi le branded keyword. Diversifica e contestualizza l’anchor text. Non abusare di link verso il tuo sito con ancore manipolative (ad es. “negozio computer a Roma”). L’uso eccessivo di keyword esatte è innaturale e pericoloso. Anche àncore generiche come “clicca qui” sono meno efficaci.
- Le branded keyword, ovvero citazioni con il nome del tuo brand o del/i fondatore/i, sono l’àncora più sicura e affidabile, da affiancare ad ancore parziali e non ottimizzate per un profilo vario e naturale.
- Limita lo scambio di backlink. Se esageri, possono essere interpretati come schemi di link e sono una violazione delle linee guida per i webmaster di Google.
- A ogni link il giusto tag. Cura l’uso dei tag: oltre ai contenuti e alla pertinenza, fai attenzione anche all’utilizzo corretto dei tag per i link non editoriali (nofollow, sponsored, ugc).
Tecniche Avanzate e Ottimizzazione Interna
- Recupero link da redirect (301). Oltre alla broken link building monitora i backlink che puntano a pagine che hai reindirizzato (301). A volte un vecchio link che punta a una URL non più esistente può essere recuperato segnalando al webmaster di aggiornarlo con la nuova destinazione.
- Non dimenticare l’internal linking. Usa i collegamenti interni per distribuire l’autorità tra le pagine e migliorare la scansione e l’esperienza dell’utente.
Riflessioni finali
Investire nella costruzione di backlink di qualità significa rafforzare la credibilità, la competenza e l’autorevolezza del proprio progetto online.
Con strategie etiche, costanza e manifestazione di competenza nel tuo ambito, il tuo sito potrà distinguersi come fonte affidabile e di valore nel tempo.
Se vuoi valorizzare la tua presenza digitale e diventare una risorsa, in Ingigni possiamo supportarti partendo da un’audit SEO personalizzato.
Contattaci e parlaci del tuo progetto. Sarà un piacere ascoltarti.